Due angeli (recto)
Cariatide, studio per volto di uomo che avvicina il dito alla bocca e studio del lobo con la croce di Malta (verso)
Acquerello azzurro (r),
sanguigna, acquerello azzurro (v),
mm. 415 x 275
Napoli, Museo di Capodimonte, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe
(inv. 103250)
Insieme ai disegni conservati nel Museo di Darmstadt (Simane 1994, p. 85, n. 42) e al Louvre (Parigi 1967, n. 111) con analogo studio d’angeli e in identica tecnica, è idea preliminare per le figure che, numerose, popolano le composizioni concepite per il ciclo maltese. In particolare la figura più in alto è stata confrontata con l’angelo che appare a destra nella sesta campata, a sinistra dello stemma dell’Ordine, Gli studi sul verso precisano alcuni dettagli per la volta: uno schizzo per le cariatidi poste a cornice degli scomparti laterali – al Tassoni è parso l’elemento architettonico a sinistra nella scena con l‘Agnus Dei, all’Ippoliti quello a sinistra della Decollazione, benchè di angolatura diversa, ma con la testa leonina nel piedistallo, qui accennata – il simbolo dell’Ordine ed un primo pensiero per il particolare del demonio nella scena con la Danza di Salomè nella stessa campata. Per quest’ultimo particolare si conserva agli Uffizi uno studio singolo, già attribuito a Luca Giordano, pressochè definitivo.
Il disegno proviene dalla raccolta del ministro trentino Carlo Firmian, acquistata da Ferdinando IV di Borbone nel 1782.
Di straordinaria libertà e grazia pittorica, il disegno è purtroppo compromesso nella lettura da ampie gore di olio.
Rosanna Muzii, Mattia PRETI tra Roma, Napoli e Malta, Electa Napoli, 1999, pag. 233
L’angelo in alto è riconoscibile nella Decollazione di Giovanni Battista nella
volta di San Giovanni a La Valletta.
Il disegno si riferisce alla decorazione della cornice dipinta che separa due compartimenti dell’ultima campata della volta di San Giovanni a La Valletta. Le figure degli angeli e dei putti, sovrammesse, potrebbero riferirsi sia all’arco che introduce la scena dell’arresto del Battista sia alla scena di Erodiade che porta sul piatto la testa del Battista.
Luigi Tassoni, MATTIA PRETI E IL SENSO DEL DISEGNO, Moretti & Vitali, Bergamo, 1990

