249 – Negazione di San Pietro

Titolo:   Negazione di San Pietro
Anno:  1630 – 1635
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:  112×167
Città: Carcassonne (Francia)
Collocazione:   Musée des Beaux-Arts
In ciascuna di queste opere [il Concertino di Alba – scheda n. 20 -, Partita a dama di Londra – scheda n.319 – e quest’opera]  costituiscono un gruppo di opere giovanili dell’artista, che possono, a ragione, essere considerate della prima metà degli anni 1630. In ciascuna di queste opere, il giovane artista maschera la propria inesperienza in composizione compensandola con l’interesse che destano le sue solide figure. Egli intenzionalmente limita il campo dei problemi pittorici da risolvere. I rapporti spaziali tra le figure sono mantenuti a un grado minimo di complessità; di solito la semplice prospettiva dei bordi di un tavolo serve a mettere in relazione reciproca i personaggi. Il ruolo giocato da espedienti simili diviene purtroppo evidente ad un esame attento o in loro assenza. Mattia deve ancora imparare come alleggerire l’opacità del tenebroso piano di fondo del quadro allo scopo di suggerire l’atmosfera o invisibili profondità spaziali.
[…]
i personaggi, sebbene abilmente disegnati nelle forme, sembra debbano riempire a forza lo spazio tra la superficie del dipinto e la parte impenetrabile di oscurità dietro di loro. Il talento del nostro giovane artista si dimostra in modo ammirabile in certi delicati tratti, per esempio nella sottile caratterizzazione della giovane sospettosa; ma il dipinto nel suo insieme risulta slegato. Una minuziosa osservazione del quadro di Carcassonne rivela che, senza tener conto di ciò che il pittore vorrebbe farci credere, il braccio del soldato spunta dal torace, e non dalla spalla, e il dito accusatorio della giovane è curiosamente ripiegato sotto il proprio mento.
John T. Spike 
MATTIA PRETI a cura di Erminia Corace – Roma, 1989