214 – Madonna del Rosario tra i Santi Domenico e Caterina da Siena

 

Titolo:  Madonna del Rosario tra i Santi Domenico e Caterina da Siena
Anno:  1690 circa
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   285×230
Città:  Taverna
Collocazione:  Chiesa di San Domenico
La Vergine e il bambino sono rappresentati seduti su nuvole, al centro di una cappella celestiale con quattro entrate arcuate. Dietro di loro, due angeli sostengono un manto d’onore. Nello sfondo i due santi dell’Ordine Domenicano, sono inginocchiati su nuvole; San Domenico, a sinistra, riceve il SS. Rosario dal Bambino Gesù; Santa Caterina da Siena, a destra, abbraccia il Rosario mentre la Vergine teneramente tocca il velo del suo abito. Nello sfondo si vede una folla di testimoni, con alcuni angeli. La scena è inoltre formata da due serie di medaglioni dorati che rappresentano i quindici Misteri del Rosario, sette in ciascun lato, e l’Incoronazione della Vergine al centro del margine superiore.

La prima descrizione di questa pala d’altare da parte del De Dominici, contiene diverse inaccuratezze, come è solito di questo autore. La monaca Domenicana, a destra, non può essere identificata come Santa Rosa … [in quanto] è stata sempre identificata dalle rose che sono il simbolo del suo nome.
Nonostante le lodi espresse da De Dominici, l’attribuzione della Madonna del Rosario ha suscitato controversie tra i moderni studiosi. Frangipane (1929, seguito da Raffaele (1966), riportava una tradizione secondo la quale il dipinto era stato cominciato da Preti durante una documentata visita a Taverna e più tardi completato da un altro pittore, quando il maestro fece ritorno a Malta. Carandente (1966 e 1970) considerava l’opera dipinta dal Preti dopo il 1678. Egli paragonava l’immaginaria architettura del dipinto ai disegni del Preti eseguiti per le cappelle  della chiesa di S. Giovanni a La Valletta (che sono più ornamentali, comunque). Soltanto Raffaello Causa (1972) ha espresso a riguardo un giudizio del tutto negativo: “La Pala del Rosario, poi, è da ascrivere a mediocre collaboratore maltese … Secondo l’opinione di chi scrive, pubblicata da Valentino (1994), questa pala d’altare è stata eseguita dal Preti durante l’ultimo periodo del 1680 (o più tardi) con l’aiuto di uno o più assistenti maltesi.
John T. Spike
Mattia e Gregorio Preti a Taverna, catalogo completo delle opere –  Firenze, 1997