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Titolo: San Michele Arcangelo |
| Anno: 1690 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 250×174 | |
| Città: Rabat – Malta | |
| Collocazione: Collegiata di San Paolo |
La tela con San Michele Arcangelo venne realizzata su commissione di una confraternita di commercianti di Rabat, come documenta una ricevuta di pagamento a favore di Mattia Preti datata settembre 1690; nella campagna della cittadina maltese esisteva una cappella dedicata
all’Arcangelo servita da tale confraternita e decorata da un dipinto raffigurante il più fedele degli angeli di Dio, che venne trasferito nel 1679 all’interno della chiesa collegiata di San Paolo per sottrarlo alle frequenti profanazioni a cui la cappella era sottoposta, Qualche anno dopo, nel 1690, Preti veniva incaricato di creare il nuovo dipinto che ora vediamo e che gli venne pagato 50 scudi (Spike 1999).
La critica ha evidenziato la larga partecipazione della bottega nell’esecuzione dell’opera: la figura di Satana e lo sfondo non presentano il carattere vigoroso che anima la pittura autografa del maestro anche negli anni più estremi, e benché il disegno complessivo della tela possa essere ascritto al calabrese, la figura dell’Arcangelo non riesce a imporsi con forza nello spazio pittorico. Secondo Spike (1999) il dettaglio autografo del volto e delle mani del Santo risolleva la qualità dell’opera.
all’Arcangelo servita da tale confraternita e decorata da un dipinto raffigurante il più fedele degli angeli di Dio, che venne trasferito nel 1679 all’interno della chiesa collegiata di San Paolo per sottrarlo alle frequenti profanazioni a cui la cappella era sottoposta, Qualche anno dopo, nel 1690, Preti veniva incaricato di creare il nuovo dipinto che ora vediamo e che gli venne pagato 50 scudi (Spike 1999).
La critica ha evidenziato la larga partecipazione della bottega nell’esecuzione dell’opera: la figura di Satana e lo sfondo non presentano il carattere vigoroso che anima la pittura autografa del maestro anche negli anni più estremi, e benché il disegno complessivo della tela possa essere ascritto al calabrese, la figura dell’Arcangelo non riesce a imporsi con forza nello spazio pittorico. Secondo Spike (1999) il dettaglio autografo del volto e delle mani del Santo risolleva la qualità dell’opera.
S.S.
Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013
Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013

