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Titolo: Crocifissione |
| Anno: 1682 – 1684 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 233×159 | |
| Città: Taverna | |
| Collocazione: Chiesa di San Domenico |
De Dominici (1742) annotava che questa immagine addolorata della Crocifissione era stata molto venerata al tempo dei suoi scritti. Da composizione è dominata dal corpo crocifisso di Cristo, eroico persino nella morte. Le aste di legno della croce, si vedono quasi frontalmente e si estendono per l’intera altezza e larghezza del quadro. La Vergine Maria si trova a sinistra della croce, i suoi occhi sono sollevati e le mani incrociate in adorazione. Al centro, Maria Maddalena abbraccia il piede della Croce, il suo viso è solcato da lacrime. La presenza di san Giovanni nella Crocifissione è testimoniata dallo stesso Evangelista (Giovanni 19:25-27). L’apostolo amato dal Cristo, solleva il suo mantello fino al viso nell’inutile tentativo di contenere le lacrime.
Il profondo pathos e la tragica tonalità di questa Crocifissione, dimostrano l’adesione del Preti alla formazione caravaggesca, nonostante il passare di molte decadi. Nessun altro pittore attivo negli anni ottanta del Seicento -certamente nè Luca Giordano nè Carlo Maratta- avrebbero osato concepire un lavoro così emotivo e quindi così anticlassico come questo. In questa Crocifissione ed in altri dipinti della sua vecchiaia, Preti rigetta coraggiosamente le tendenze decorative che prevalevano alla fine del secolo. Egli riconosceva che il tardo barocco di Giordano e di altri, in verità non si prestava all’espressione dei commoventi temi religiosi.
Il profondo pathos e la tragica tonalità di questa Crocifissione, dimostrano l’adesione del Preti alla formazione caravaggesca, nonostante il passare di molte decadi. Nessun altro pittore attivo negli anni ottanta del Seicento -certamente nè Luca Giordano nè Carlo Maratta- avrebbero osato concepire un lavoro così emotivo e quindi così anticlassico come questo. In questa Crocifissione ed in altri dipinti della sua vecchiaia, Preti rigetta coraggiosamente le tendenze decorative che prevalevano alla fine del secolo. Egli riconosceva che il tardo barocco di Giordano e di altri, in verità non si prestava all’espressione dei commoventi temi religiosi.
John T. Spike
Mattia e Gregorio Preti a Taverna, catalogo completo delle opere – Firenze, 1997
Mattia e Gregorio Preti a Taverna, catalogo completo delle opere – Firenze, 1997

