134 – Sant’Andrea

  Titolo:   Sant’Andrea
Anno:  1665 – 1667
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   325×180
Città: Zurrieq – Malta
Collocazione:  Chiesa di Santa Caterina
La più antica testimonianza documentaria sul dipinto, che permette di stabilire una data ante quem per la sua esecuzione, è in una Visita pastorale del vescovo Lucas Buenos del 1667, in cui la tela è citata senza specificarne però l’autore. Visite pastorali successive, risalenti al 1679 e al 1686, riportano, invece, il riferimento a Mattia Preti (Spike 1999). Nella Breve Relazione del vescovo Molina (1680-1700; cfr. Spike 1999) si apprende che la chiesa dedicata a Sant’Andrea Apostolo, appartenente ai pescatori, fu chiusa nel 1658 e successivamente fu dedicato al Santo un altare nella chiesa parrocchiale di Santa Caterina, sempre a spese dei pescatori, con una «elegante pittura del Cavaliere fra Mattia Preti». Il dipinto è uno dei pochi esempi di pala con un’unica figura intera (Spike 1999).
Contro uno sfondo illuminato da una intensa luce celeste e con una lontana veduta marina, si erge monumentale la figura di sant’Andrea, appoggiato alla croce, simbolo del suo martirio. La natura morta in basso, in primo piano, è una chiara allusione al mestiere di pescatore e alla protezione del Santo.
Se confrontata a una precedente versione con lo stesso soggetto, conservata a Lucerna (cfr. Spike 1999, n. 75) e databile al 1643, nel dipinto di Zurrieq il Preti lascia più spazio allo sfondo paesaggistico e accentua la profondità cromatica. Prove di uno stile più maturo, a vent’anni dalla prima versione e dopo le numerose esperienze artistiche, in particolare, della pittura veneziana. Anche la figura del Santo, più classicheggiante nella tela di Lucerna, è resa con maggiore realismo.
Spike (1999) segnala un bozzetto preparatorio del dipinto nella collezione de’ Conti Manduca e una copia conservata presso il Museo Pepoli di Trapani.
C.P. – Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013