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Titolo: Incontro tra San Francesco e San Domenico |
| Anno: 1665 – 1670 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 128×182 | |
| Città: Genova | |
| Collocazione: Galleria Nazionale della Liguria e Palazzo Spinola |
La tela raffigura l’episodio dell’incontro tra san Francesco e san Domenico che viene raccontato per la prima volta, come rileva Spike (1999, p. 146 n. 47), da Teodorico di Appoldia nel volume De vita et miraculis S. Dominici scritto intorno al 1290, ed è poi ripreso da lacopo da Varazze (1228 c.- 1298), vescovo di Genova dal 1292, priore della provincia domenicana di Lombardia dal 1262, nella Legenda Aurea (Torino 1995, pp. 591-592).
[…]
Spike (1999, p. 146) colloca il dipinto nell’attività matura del pittore, tra il 1665 e il 1670, quando si trovava già da qualche anno a Malta impegnato a dipingere per conto dell’ordine gerosolimitano e riporta la citazione di Achille Ferres, nel suo Descrizione Storica delle Chiese di Malta e Gozo pubblicato a Malta nel 1866 (ed. Malta 1985, p. 303), di una copia dell’Incontro tra san Francesco e san Domenico nella chiesa di San Paolo a Cospicua da lui però non rintracciato e di cui sarebbe interessante poter verificare i rapporti con la tela di ugual soggetto ora a Palazzo Spinola.
Bartoletti (2002, pp. 72-73) condivide la proposta di datazione di Spike sottolineando come la figura di san Domenico, nei morbidi passaggi nell’ombra, riveli l’influenza su Preti del Guercino giovanile e anche richiami a Lanfranco e ritiene, come già avanzato da Rotondi, che però giudica si tratti di un’opera giovanile (Rotondi 1967 p. 164), che sia da considerare l’intervento di un aiuto nella realizzazione del gruppo di frati domenicani e francescani che assistono sullo sfondo, così come anche nei tratti del volto di san Domenico. Secondo R. Caputo (in Ceccarelli 1990, scheda 5, p. 26) il collaboratore che così interviene potrebbe essere lo stesso che si riconosce come autore degli astanti sullo sfondo della tela con Madonna del Rosario della chiesa di san Domenico a Taverna, databile dopo il 1678.
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Spike (1999, p. 146) colloca il dipinto nell’attività matura del pittore, tra il 1665 e il 1670, quando si trovava già da qualche anno a Malta impegnato a dipingere per conto dell’ordine gerosolimitano e riporta la citazione di Achille Ferres, nel suo Descrizione Storica delle Chiese di Malta e Gozo pubblicato a Malta nel 1866 (ed. Malta 1985, p. 303), di una copia dell’Incontro tra san Francesco e san Domenico nella chiesa di San Paolo a Cospicua da lui però non rintracciato e di cui sarebbe interessante poter verificare i rapporti con la tela di ugual soggetto ora a Palazzo Spinola.
Bartoletti (2002, pp. 72-73) condivide la proposta di datazione di Spike sottolineando come la figura di san Domenico, nei morbidi passaggi nell’ombra, riveli l’influenza su Preti del Guercino giovanile e anche richiami a Lanfranco e ritiene, come già avanzato da Rotondi, che però giudica si tratti di un’opera giovanile (Rotondi 1967 p. 164), che sia da considerare l’intervento di un aiuto nella realizzazione del gruppo di frati domenicani e francescani che assistono sullo sfondo, così come anche nei tratti del volto di san Domenico. Secondo R. Caputo (in Ceccarelli 1990, scheda 5, p. 26) il collaboratore che così interviene potrebbe essere lo stesso che si riconosce come autore degli astanti sullo sfondo della tela con Madonna del Rosario della chiesa di san Domenico a Taverna, databile dopo il 1678.
Farida Simonetti
Mattia Preti, 1613-2013 Della Fede e Umanità – Abramo, Caraffa di Catanzaro, 2013
Mattia Preti, 1613-2013 Della Fede e Umanità – Abramo, Caraffa di Catanzaro, 2013

