19 – Concerto

 

Titolo: Concerto
Anno: 1638-1645
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   109×148
Città: Napoli
Collocazione:  Collezione privata
Attribuita al giovane Preti nei primi anni del  soggiorno a Roma da Ferdinando Bologna,  che ne sottolineava la «straordinaria forza di lume» e la «monumentale semplicità» (comunicazione scritta del 1966), l’opera è uno  dei più alti risultati del pittore nel contesto  della sua adesione alla cultura del caravaggismo maturata a Roma nei primi decenni del  Seicento.
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la composizione si sviluppa qui con un equilibrio e un’armonia che trovano nell’accordo cromatico il punto di più alta espressione, Anche in confronto con tele già esaminate, come il Concerto Thyssen, o con i Giocatori un tempo nella collezione Silj
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La luce che irrompe lateralmente sulla scena, tagliando con vigore lo spazio e i volumi sottratti dall’ombra ed evidenziando dettagli cromatici preziosi o i riflessi sul metallo, lascia a
malapena affiorare, in una sorta di mezza tinta, il nodo costituito dalle mani del suonatore e della donna che regge il suo spartito.
Alla lezione caravaggesca sembrano mescolarsi echi da Vouet e soprattutto, con evidenza, l’influsso di Guercino, dei suoi anni romani in particolare, che porterà gradualmente Preti a raggiungere una propria personale mediazione tra luminismo caravaggesco e «macchia» alla Guercino, a riconsiderare, cioè, la lezione del grande maestro lombardo anche attraverso l’interpretazione dell’emiliano.
Nè si può trascurare […] l’apporto della cultura propriamente veneta, cui indubbiamente rimanda un accordo cromatico così attento e calibrato.
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Sotto il profilo tipologico e della resa pittorica la figura dell’uomo alla spinetta fa pensare degli apostoli del Tributo della Galleria Corsini o delle tele di Brera, mentre l’aspetto coloristico sembra in consonanza con le grandi pale proprio dei primi anni Quaranta.
Mariella Utili – Mattia Preti tra Roma, Napoli e Malta – Elencta Napoli 1999