20 – Concertino

 

Titolo: Concertino
Anno: 1630-1635
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   190×90
Città: Alba (Cuneo)
Collocazione:  Palazzo Comunale
Il dipinto, già attribuito a Caravaggio, è stato assegnato a Mattia Preti da Longhi (1943) che lo considera tra le opere appartenenti alla fase giovanile del pittore e lo inserisce in un «sommario catalogo delle sue prime cose ‘caravaggesche’ e ‘neo-veneziane’. datandolo agli anni Trenta del Seicento. L’attribuzione del Longhi, accettata dalla gran parte degli studiosi, trova riscontro nel confronto con le altre opere del periodo. Il dipinto occupa infatti una posizione precoce nel gruppo di lavori tradizionalmente riferiti alla prima fase dell’attività di Preti. Le affinità con questi dipinti, analoghi per soggetto, ma soprattutto per modalità stilistiche e ricerca luministica, consentono di individuarne l’omogeneità, ma non di risolvere definitivamente problemi di cronologia. Il gruppo delle prime opere dell’artista – del quale fanno parte, tra le altre, il Concerto di collezione privata, Napoli, quello della collezione Thyssen-Bornemisza di Madrid, quello dell’Hermitage, quello della Fondazione Longhi e il Concerto della Galleria Doria Pamphilj, ma anche tele sacre come La chiamata di san Matteo di Vienna e il Tributo della moneta della Galleria Doria Pamphilj – è improntato a un caravaggismo nel quale emergono forti echi di altri riferimenti culturali. Nell’opera del Preti, infatti, il classicismo di ascendenza bolognese convive dialetticamente, fin dalle sue prime prove, con il luminismo caravaggesco. Con questa personale combinazione Preti concepisce immagini dal solidissimo impianto disegnativo nella costruzione delle figure più che nella composizione che nei primi lavori è estremamente concisa. Nel Concertino gli elementi compositivi, come quelli narrativi, sono pochissimi ed essenziali: un gruppo di tre figure strette intorno alla spinetta immerse in una penombra e lambite da una luce densa che cade dall’alto.
Mariella Utili – Mattia Preti, Il Cavalier Calabrese – Electa Napoli, 1999
(l’immagine è riportata  rovesciata  ndr)