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Titolo: Abramo scaccia Agar ed Ismaele |
| Anno: 1635-1640 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 127×150 | |
| Città: Milano | |
| Collocazione: Collezione privata |
Secondo il racconto della Genesi, Abramo, per volere di sua moglie Sara – che in tarda età aveva partorito Isacco -, fu costretto a scacciare la schiava egiziana Agar, da cui in precedenza aveva avuto il piccolo Ismaele, affinché Isacco non dovesse dividere con lui l’eredità paterna. Il dipinto raffigura proprio il momento in cui, al primo albeggiare, Abramo consegna ad Agar e al ragazzo un pezzo di pane e un otre d’acqua e ordina loro di partire (Genesi 21,9-21)
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Il tema è stato più volte ripetuto da Preti, in diverse versioni: da quelle a figure intere, come il dipinto problematico della Galleria Doria Pamphilj, attribuito da Longhi (943) ma rifiutato da Faldi (1957), e la cui pulitura potrebbe forse rivelarsi interessante a proposito del rapporto tra i due fratelli Preti; o ancora quella, di epoca più avanzata, conservata al Castello di Schleissheim (scheda n. 337), con il bell’angelo che trattiene Agar per il velo con gesto semplice ed umano, e la invita ad avere fiducia nel Signore e a non abbandonare il piccolo nel deserto; a quelle, invece, dal taglio ravvicinato, che vanno dalla tela del Palacio Real di Madrid – forse la redazione più intensa del tema, considerata opera giovanile da Perez Sanchez (1965, p. 418; in Madrid 1970, n. 142), e significativamente attribuita al Guercino negli antichi inventari -, a quella nell’antico refettorio dell’oratorio della Vallicella, della quale esiste una ulteriore redazione in collezione privata fiorentina.
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Il tema è stato più volte ripetuto da Preti, in diverse versioni: da quelle a figure intere, come il dipinto problematico della Galleria Doria Pamphilj, attribuito da Longhi (943) ma rifiutato da Faldi (1957), e la cui pulitura potrebbe forse rivelarsi interessante a proposito del rapporto tra i due fratelli Preti; o ancora quella, di epoca più avanzata, conservata al Castello di Schleissheim (scheda n. 337), con il bell’angelo che trattiene Agar per il velo con gesto semplice ed umano, e la invita ad avere fiducia nel Signore e a non abbandonare il piccolo nel deserto; a quelle, invece, dal taglio ravvicinato, che vanno dalla tela del Palacio Real di Madrid – forse la redazione più intensa del tema, considerata opera giovanile da Perez Sanchez (1965, p. 418; in Madrid 1970, n. 142), e significativamente attribuita al Guercino negli antichi inventari -, a quella nell’antico refettorio dell’oratorio della Vallicella, della quale esiste una ulteriore redazione in collezione privata fiorentina.
Mariella Utili – Mattia Preti tra Roma, Napoli e Malta – Electa Napoli, 1999

