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Titolo: Cristo e il Centurione |
| Anno: 1656 circa | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 230×170 | |
| Città: Napoli | |
| Collocazione: Musei e Gallerie di Capodimonte |
Bernardo De Dominici afferma che in casa Carafa duca di Maddaloni aveva notato quattro quadri di Mattia Preti di ugual misura, di cui uno rappresentava «il Centurione, che prega il Signore a voler guarire l’infermità del suo fedel servitore, vedendosi egli in ginocchioni addita la Casa, e vi sono alcuni Appostoli, ed altre figure da lontano con accordo di Architettura» (De Dominici 1742-1745, III) e il suo «quadro Compagno [ … ] [con] la Storia della Cananea, che inginocchiata avanti il Redentore, lo prega concedergli la grazia demandata, e dietro al lei è una Vecchia meravigliosamente dipinta, come dalla parte del Signore sono gli Apostoli, ed in lontananza altre figure con accompagnamento di architettura mirabilmente accordata, fugurandosi l’azzione fuori la porta della Città» (De Dominici 1742-1745, III). Inoltre, per quest’ultimo, aggiunge che la «bellezza [ … ] non è facile ad esplicare con parole, dapoicché se tutti gli altri quadri [ … ] son dipinti, questo è vero, e par che spirino vita le figure rappresentate, oltre alla grazia e all’espressione superiore a tutte le altre opere del suo pennello» (De Dominici 1742-1745, III).
È possibile che questi dipinti siano proprio quelli comprati da Diomede Carafa nel 1656 (Spike 1999), come risulta da documenti di pagamento di aprile e di maggio del medesimo anno, a favore del pittore calabrese riguardante rispettivamente un acconto per gli affreschi nell’atrio del proprio palazzo, situato vicino la chiesa dello Spirito Santo, e per l’acquisto di cinque quadri, dei quali purtroppo non vengono specificati i soggetti (cfr. Nappi 1980, p. 65 n. 159).
È possibile che questi dipinti siano proprio quelli comprati da Diomede Carafa nel 1656 (Spike 1999), come risulta da documenti di pagamento di aprile e di maggio del medesimo anno, a favore del pittore calabrese riguardante rispettivamente un acconto per gli affreschi nell’atrio del proprio palazzo, situato vicino la chiesa dello Spirito Santo, e per l’acquisto di cinque quadri, dei quali purtroppo non vengono specificati i soggetti (cfr. Nappi 1980, p. 65 n. 159).
F.C. – Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013

