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Titolo: Cristo guarisce l’idropico (con Gregorio) |
| Anno: 1630 circa | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 122×170 | |
| Città: Milano | |
| Collocazione: Courtesy Matteo Lampertico |
I due fratelli lavorarono insieme sulla tela, raffigurante Cristo che guarisce un fariseo affetto da idropisia. Mattia diede apporti fondamentali all’impianto della composizione e alla lavorazione di alcune figure (specialmente quelle a destra), mentre Gregorio si dedicò all’esecuzione delle mani di tutti i personaggi e dei volti di sinistra. Il primo proprietario dell’opera fu probabilmente il canonico Giovan Carlo Vallone, raffinato intendente d’arte e amico dei due pittori.
Il soggetto del dipinto è tratto dal vangelo di Luca (14, 1-6).
Il dipinto –in condizioni di leggibilità pressochè perfette- denuncia chiaramente la pertinenza al Caravaggismo romano e, come vedremo, anche napoletano. Tale pertinenza è motivata anche dal tipo di supporto, una tela a trama spessa presumibilmente romana. La scena è impaginata con le figure a due terzi, secondo le strategie compositive della Manfrediana Methodus; è nettamente divisa in due metà: a sinistra Cristo, seduto su una savonarola romana, ammonisce i dottori della legge e un fariseo, alla sua sinistra e alle sue spalle; a destra l’idropico; più sullo sfondo altri derelitti sono in attesa della guarigione.
Una lettura dei contenuti formali lascia pochi dubbi sul fatto che il dipinto si collochi nella produzione di Mattia e Gregorio Preti. Un’altra Guarigione dell’idropico in collezione privata (scheda n. 271), inizialmente attribuita da Vincenzo Pacelli a Mattia preti, è stata più ragionevolmente spostata in direzione del solo Gregorio (cf. Spike 2003, p. 77 n. 46; Leone-Spina 2004, p. 110 n. 33).
Se in quest’ultimo dipinto è evidente l’affinità tipologica e di postura della figura del Cristo, il tono generale è di molto inferiore a quello dell’opera in discussione, che mostra una sicurezza nell’impaginazione della scena, un bilanciamento delle sue componenti e una qualità nell’esecuzione delle figure in più punti del tutto differenti.
Riccardo Lattuada
In: Il Trionfo dei sensi – Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti – a cura di Yuri Primarosa, De Luca Editori d’Arte, Roma 2018, p. 136
Nel novembre del 2010 il dipinto è stato identificato e catalogato dal Lattuada come opera di collaborazione fra Gregorio e Mattia Preti.

