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Titolo: Cristo e il centurione |
| Anno: | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 124×170 | |
| Città: | |
| Collocazione: Collezione privata |
La tela raffigura il miracolo del centurione di Cafarnao, che prega Cristo di guarire il suo giovane servo paralizzato e molto sofferente.
[…]
Anche per un soggetto religioso, il pittore continua a restare fedele agli schemi compositivi di cui si è servito per le scene di genere dei suoi primi anni romani: l’ambientazione è molto semplificata, le tonalità complessive spente, ma spezzate dal rosso vivo della veste di Cristo e dal suo manto blu cupo, mentre piccoli brani di rosso si affacciano nel corpetto del paggio.
Ritornano le cifre caratteristiche dello stile preti ano nei riflessi di luce sulla corazza del centurione o nelle sottili pennellate sulla gorgiera del giovane servo, già notate nelle tele con Concerti o Giocatori . Ma rispetto a queste composizioni di spazialità più elementare, la posa del centurione comincia a rivelare l’interesse del pittore nei confronti della resa della profondità del campo visivo attraverso il disporsi della figura sulla tela; impostazione che Preti verrà gradualmente approfondendo fino a raggiungere esiti di grande suggestione con le monumentali figure isolate, che attraverso l’ardito scorcio del corpo, suggeriscono da sole il senso di spazialìtà della scena – come sottolineava Longhi nel ’13 – quali il San Sebastiano di Santa Maria dei Sette Dolori e il San Paolo di Toronto.
L’illuminazione laterale sottolinea, nel contrasto con le zone d’ombra, i brani di più intenso naturalismo quali le fronti rugose del centurione e degli apostoli, che ricordano Tournier, o la mano e il volto barbuto di Cristo, ancora una volta secondo moduli ricorrenti nella produzione di questi primi anni ’40.
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Anche per un soggetto religioso, il pittore continua a restare fedele agli schemi compositivi di cui si è servito per le scene di genere dei suoi primi anni romani: l’ambientazione è molto semplificata, le tonalità complessive spente, ma spezzate dal rosso vivo della veste di Cristo e dal suo manto blu cupo, mentre piccoli brani di rosso si affacciano nel corpetto del paggio.
Ritornano le cifre caratteristiche dello stile preti ano nei riflessi di luce sulla corazza del centurione o nelle sottili pennellate sulla gorgiera del giovane servo, già notate nelle tele con Concerti o Giocatori . Ma rispetto a queste composizioni di spazialità più elementare, la posa del centurione comincia a rivelare l’interesse del pittore nei confronti della resa della profondità del campo visivo attraverso il disporsi della figura sulla tela; impostazione che Preti verrà gradualmente approfondendo fino a raggiungere esiti di grande suggestione con le monumentali figure isolate, che attraverso l’ardito scorcio del corpo, suggeriscono da sole il senso di spazialìtà della scena – come sottolineava Longhi nel ’13 – quali il San Sebastiano di Santa Maria dei Sette Dolori e il San Paolo di Toronto.
L’illuminazione laterale sottolinea, nel contrasto con le zone d’ombra, i brani di più intenso naturalismo quali le fronti rugose del centurione e degli apostoli, che ricordano Tournier, o la mano e il volto barbuto di Cristo, ancora una volta secondo moduli ricorrenti nella produzione di questi primi anni ’40.
Mariella Utili
Mattia Preti tra Roma, Napoli e Malta – Electa Napoli, 1999
Mattia Preti tra Roma, Napoli e Malta – Electa Napoli, 1999

