146 – Martirio di Santa Caterina d’Alessandria

 

Titolo:   Martirio di Santa Caterina d’Alessandria
Anno:  1660 – 1670
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   234×258
Città: La Valletta – Malta
Collocazione:  Museo Nazionale
Santa Caterina d’Alessandria, martire del terzo secolo dell’epoca dell’imperatore Massenzio, è inginocchiata al centro di una grande impalcatura comprensiva di un grosso pilastro di legno, con il torso nudo e le ricche vesti che ricadono in morbide pieghe. Ella guarda con tenerezza verso l’alto ad un fascio di luce diagonale che rappresenta il divino che filtra attraverso oscure formazioni nubiformi, mentre i lunghi capelli della santa fluttuano nella brezza. Il carnefice muscoloso, con torso nudo in forte contrasto luce-ombra, calzoni alla zuava color ocra e fascia bianca, avanza per dare il colpo decisivo. Egli è abbagliato dal fascio di luce divina che cerca di parare con una sola mano, mentre un filosofo fa l’ultimo tentativo di convertire la santa al paganesimo mostrandole una statua d’oro di Giove. La santa ha le mani legate dietro la schiena con una corda tenuta da un giovane in piedi dietro l’architettura di una grande finestra ovale. Una folla di astanti con turbanti ed un cavaliere a cavallo osservano intorno all’impalcatura del carnefice. Una personalità di alto rango, probabilmente l’imperatore Massenzio, segue la scena in piedi nel campo medio a destra, sotto una prospettiva obliqua di una struttura in stile architettonico classico con colonne scanalate.
Questo è uno dei dipinti di grande formato di Preti, alcuni dei quali sono di formato quadrato, ed è paragonabile per dimensione a Cristo in Gloria con Santi (Museo del Prado, Madrid). Il seno scoperto della santa, caso unico nel repertorio Pretiano di raffigurazioni di questa santa, certamente non evidenzia la modestia femminile, virtù implicita nella verginità della santa. È abbastanza inusuale che il Preti nella fase maltese si prenda licenze iconografiche nell’agiografia dei santi, anche se in opere precedenti a Napoli egli ha ritratto la santa parzialmente nuda, sebbene morta (i dipinti della volta di San Pietro a Majella, Napoli). L’ovale architettonico che inquadra l’intera composizione indica possibilmente uno sfondo architettonico predefinito.
Sandro Delbono
Mattia Preti, 1613-2013, Della Fede e Umanità – Abramo, Caraffa di Catanzaro, 2013