145 – San Luca

  Titolo:   San Luca
Anno:  1669
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   135×129
Città: Catania
Collocazione:  Museo Civico di Castello Ursino
L’iconografia di san Luca pittore è costante nella produzione artistica di Mattia Preti. Nei sei dipinti finora conosciuti che espongono il soggetto, raffigurato da solo o con altri santi, cronologicamente scandagliati tra il pennacchio della chiesa di San Biagio di Modena del 1652 e la pala della Cattedrale di Mdina del 1698 circa, infatti, san Luca è sempre rappresentato nell’atto di dipingere o presentare una tela, spesso quadro nel quadro, con l’immagine della Vergine con il Bambino, trattata con i caratteri di una icona modernizzata. Solo in tre ostende anche le attribuzioni di evangelista”, che sono senz’altro sottintese nei due che lo raffigurano assieme ad altri Evangelisti”, mentre in uno solo sembrerebbe possibile individuare anche allusioni alla sua professione di medico.
In questa tela di Catania, il Santo è colto a cavalcioni di un bue, suo attributo principale derivato dalla visione del Tetramorfo di Ezechiele (Ez 1,10) e dei Quattro Viventi dell’Apocalisse (Ap 4,7), nell’atto di terminare di dipingere un quadro con un’immagine mariana, motivo per cui sta intingendo il pennello in una ciotola. Tale quadro, inoltre, pare sia sostenuto col braccio sinistro, nell’evidente atto di mostrarlo intenzionalmente al fruitore, e nella rispettiva mano, sporgente al di sopra del quadro, tiene il rotolo del suo vangelo. L’immagine mariana è del tipo affettuoso, cioè raffigura la Madonna con il Bambino secondo il modello della Vergine della Tenerezza o della Glykophilousa tipico della pittura bizantina e di quella medievale da essa derivata e questa iconografia è un particolare comune ai dipinti di Mattia Preti che rendono visibile la raffigurazione elaborata da san Luca e che è senz’altro desunta dalla tavola maltese che la tradizione attribuisce appunto all’Evangelista”. Il Santo è barbuto, nelle sembianze di un uomo maturo, energico nella muscolatura del torso nudo. La gamma cromatica dell’opera è calda e tipica dei dipinti della prima attività maltese successiva alla decorazione della Co-Cattedrale di La Valletta.
Giorgio Leone
Mattia Preti, 1613-2013, Della Fede e Umanità – Abramo, Caraffa di Catanzaro, 2013
L’evangelista Luca era un discepolo di San Paolo che parla di lui come “Luca, l’amato medico”. Un’antica tradizione vuole Luca anche un artista che dipinse diversi ritratti della Vergine Maria. Il principale attributo di Luca è il bue, animale sacrificale e pertanto adatto all’enfasi che egli pone sull’espiazione e redenzione portata da Cristo.
Il dipinto acquistato da Ruffo nel 1669 venne considerato perduto finchè non fu identificato da Librando nel deposito del museo di Catania.
Quando Preti lo inviò al suo committente scherzò con amarezza scrivendo che aveva dipinto Luca, protettore degli artisti, vestito, dato che lui stesso (Preti) era ugualmente privo di compenso dopo tanti anni di lavoro per i Cavalieri.
John T. Spike – Mattia Preti: Catalogo ragionato dei dipinti – Firenze, 1999