144 – Martirio di Santa Caterina d’Alessandria

  Titolo:   Martirio di Santa Caterina d’Alessandria
Anno:  1668 – 1670
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   419×225,5
Città: Zurrieq – Malta
Collocazione:  Chiesa di Santa Caterina
Il dipinto è fra le opere maltesi più ammirate del Cavalier calabrese nella nutrita serie di dipinti dedicati al martirio della Santa, si distingue per la “drammatica composizione verticale”. La scena si svolge su due piani divisi dalla ruota dentata, strumento di tortura che Massenzio decise di utilizzare per giustiziare la Santa, ma che, per intervento divino, si ruppe ancora prima di sfiorarla. Al di sopra della ruota è santa Caterina, soccorsa da angeli giunti a liberarla per volontà divina. In basso, sotto la ruota, sono travolti soldati e carnefici, mentre in secondo piano Massenzio evanescente assiste alla scena stupefatto. Nella cimasa l’Eterno Padre, frontale, con la mano destra alzata e aperta e con la sinistra poggiata sul globo.
La datazione del dipinto proposta da Spike (1979) come anteriore al 1669-1670, ha trovato conferma nei documenti. L’opera è ricordata sull’altare maggiore della chiesa durante la Visita pastorale del settembre del 1671, mentre non lo era nella precedente Visita del 1667. A confermare l’ammirazione dei contemporanei è il giudizio espresso nella Visita pastorale del 1679 dal vescovo Molina, che tesse le lodi del pittore: «Icona referens martyrium dictae Sanctae Caterine elegantissime depicta a Perillissimo Domino Fratre Matthia Pretis Ordinis Sanctae Ioanneis Hierosolimitani celeberrimo pictore» (Spike 1998). Sulla cimasa dell’altare è un bel dipinto ovale con il Padre eterno, anch’esso del Preti. Un recente restauro ha riportato alla forma originaria la Colomba dello Spirito Santo, ridipinta nell’Ottocento da Giuseppe Calì (Spike 1999).
C.P.
Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013