| Titolo: Pindaro | |
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| Tecnica: Olio su tela | |
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| Collocazione: Collezione privata |
La sintesi tra un disegno esatto, un vigoroso e lucido chiaroscuro ed una vivace tavolozza – elementi rielaborati durante l’esperienza presso il fratello Gregorio – porta Mattia a produrre colte interpretazioni della Manfrediana Methodus, come il Pindaro in collezione privata (cfr. G. Leone in Roma 2015, pp. 72- 73, n. 1.2). La postura del capo di Archimede, rivolto verso l’alto perché assorto in riflessioni situate oltre la sfera sensibile, è una costante delle opere di Mattia Preti in tutto l’arco della sua lunga traiettoria. È una idea attinta dalle due stelle polari dell’evoluzione di Preti in senso barocco: Giovanni Lanfranco e Guercino. All’inizio del percorso del maestro calabrese la ritroviamo nel Virgilio (scheda n. 619 ndr.) e anche nel Catone (scheda n. 254 ndr.), entrambi in collezione privata (cfr. G. Papi in Roma 2015, pp. 70-71, n. 11; A. Cosma. ibidem, pp. 54-56, n. 8).
Riccardo Lattuada
In: Il Trionfo dei sensi – Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti – a cura di Yuri Primarosa, De Luca Editori d’Arte, Roma 2018, p. 148

