Studio di busto virile di spalle a destra
Matita nera, sanguigna con lumi di biacca su carta verdina,
mm. 419 x 221
Iscrizione a penna in basso: Mattia Preti; Cav. r Mattia
Napoli, Museo di Capodimonte, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe
(inv. 1403)
Nell’inventario dell’Ottocento il disegno fu attribuito al Preti, anche se – sulla scorta di una più ampia campionatura del lavoro grafico del Cavaliere Calabrese – non possiamo affermare che il foglio presenti caratteristiche precipue della mano d
ell’artista.
Luigi Tassoni, MATTIA PRETI E IL SENSO DEL DISEGNO, Moretti & Vitali, Bergamo, 1990
Nell’inventario ottocentesco della raccolta grafica del Museo il disegno compare già assegnato a Mattia Preti sulla scorta, presumibilmente delle iscrizioni sul foglio. Forti suggestioni, dallo stile del maestro ci inducono a confermarne l’attribuzione, rigettata dal Tassoni. Numerosi sono, infatti, gli esempi pittorici ove figure maschili a torso nudo si presentano atteggiate in tale posa. Lo studio conferma quanto già tramanda il De Dominici sul metodo e sull’attitudine al disegno di Mattia Preti, frutto di una precisa e mai tradita inclinazione del suo ingegno. L’artista concepiva il ‘disegno’ come mezzo e momento preparatorio per le future realizzazioni pittoriche mai, però, come pura esercitazione. E che impiegasse modi e tecniche volta a volta diverse lo ricorda lo stesso biografo, ammirato collezionista dei suoi disegni che perciò descriveva con queste parole: «dopo che il Cavaliere si avea col pensiero formato l’idea del Soggetto, lo abbozzava in più maniere sopra la carta, e di quel che più gli piaceva, formava poscia il disegno, e dal disegno le figure sul naturale» (1742-45).
Qui lo studio, senz’ altro ripreso dal vero, affida la resa plastica all’attento studio luministico sfumando le ombre e lumeggiando con biacca i volumi esposti alla luce, sicchè la muscolatura prende forza e sbalza fuori dal fondo della carta verdina.
Marini, concorde con l’attribuzione, mette in rapporto questo studio con la posa della figura del carnefice, ma ‘in controparte’ a destra nella Decollazione del Battista, così datandolo al tempo giovanile d’attività dell’artista.
Rossana Muzii, Mattia PRETI tra Roma, Napoli e Malta, Electa Napoli, 1999, pag. 214
