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Titolo: Cristo alla colonna |
| Anno: 1685 – 1690 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 156×150 | |
| Città: La Valletta – Malta | |
| Collocazione: National Museum of Fine Arts |
Preti ha impostato la narrazione in uno stretto formato verticale, con il Cristo in posizione centrale ritratto per tre quarti e i due aguzzini collocati su entrambi i lati, impegnati a legarlo alla colonna. Dal dipinto traspare un senso di profonda malinconia, reso ancora più intenso dal modo in cui Cristo rivolge lo sguardo in direzione dell’osservatore, ma anche dall’aura “tenebrista” dell’ambientazione. Una tavolozza limitata e l’uso dell’imprimitura come tonalità media permettono di datare con certezza questa tela all’ultima fase della produzione di Preti, le cui opere sono chiaramente distinte da quelle precedenti – napoletane e maltesi – caratterizzate da composizioni più dinamiche e trionfanti. In genere i lavori tardi dell’artista si mostrano più distesi e impiegano tonalità progressivamente più scure. Preti abbandona gran parte delle tinte più brillanti e mostra un crescente interesse per il tenebrismo caravaggesco, eliminando quasi completamente i blu, gli arancio e i gialli della tavolozza neoveneziana. Di fatto, entrambi i dipinti rivelano le caratteristiche tecniche e stilistiche tipiche della produzione più tarda dell’artista e andrebbero quindi datate agli anni ottanta. Il cambiamento di stile è legato all’avanzare dell’età e al fatto che all’epoca a Malta non vivessero altri artisti in grado di reggere il confronto. La creatività di Preti rimase relativamente viva, tuttavia la qualità della sua produzione cominciò pian piano a diminuire, sia a causa dei problemi fisici legati alla vecchiaia, sia per i crescenti interventi della sua bottega.
J.B.
Mattia Preti tra Caravaggio e Luca Giordano – Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI), 2013
Mattia Preti tra Caravaggio e Luca Giordano – Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI), 2013

