![]() |
Titolo: Il poeta filosofo |
| Anno: 1670 circa | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 76×65 | |
| Città: | |
| Collocazione: Collezione privata |
Recentemente scoperta in una collezione privata, questa piccola tela raffigurante un poeta filosofo è uno dei dipinti a figura singola più intriganti della fase maltese di Mattia Preti. Databile alla fine degli anni sessanta o all’inizio dei settanta del Seicento, l’opera si è rivelata autografa dopo l’accurata rimozione di vari strati di sporco e vernice scolorita. Nulla si sa della sua provenienza iniziale e non esistono documenti a essa collegabili. Anche il formato ovale è raro per l’artista.
Il dipinto rientra in quella categoria di ritratti di filosofi che dal Seicento divenne molto popolare tra le élite di intellettuali e intenditori soprattutto a Napoli; qui Ribera aveva prodotto numerose tele di soggetto analogo, dimostrando una profonda padronanza del genere. A Malta, Preti ritrasse di tanto in tanto qualche filosofo, seguendo al tempo stesso il proprio interesse personale per l’argomento e quello dei suoi mecenati. In altri quadri maltesi l’artista affiancò le immagini del filosofo che ride e di quello che piange Eraclito e Democrito (Città del Vaticano, Musei Vaticani) a quella di Platone e Diogene (Roma, Pinacoteca Capitolina); ritrasse Boezio consolato dalla Filosofia (collezione privata) e Seneca (Malta, collezione privata). Un dipinto con tre filosofi riuniti in una sola immagine è noto solo attraverso una fotografia in bianco e nero. Pur essendo ben radicati nella “tradizione napoletana”, i filosofi di Preti non sono i personaggi anziani e stanchi ritratti da Ribera con zelo realista, ma hanno una tempra più dignitosa anche se mantengono il loro naturalismo. Due dipinti di poeti, rispettivamente Virgilio (Koelliker Collection) e Pindaro (Firenze, Piacenti Art Gallery), sono stati recentemente attribuiti all’inizio del periodo romano di Mattia Preti.
Il dipinto rientra in quella categoria di ritratti di filosofi che dal Seicento divenne molto popolare tra le élite di intellettuali e intenditori soprattutto a Napoli; qui Ribera aveva prodotto numerose tele di soggetto analogo, dimostrando una profonda padronanza del genere. A Malta, Preti ritrasse di tanto in tanto qualche filosofo, seguendo al tempo stesso il proprio interesse personale per l’argomento e quello dei suoi mecenati. In altri quadri maltesi l’artista affiancò le immagini del filosofo che ride e di quello che piange Eraclito e Democrito (Città del Vaticano, Musei Vaticani) a quella di Platone e Diogene (Roma, Pinacoteca Capitolina); ritrasse Boezio consolato dalla Filosofia (collezione privata) e Seneca (Malta, collezione privata). Un dipinto con tre filosofi riuniti in una sola immagine è noto solo attraverso una fotografia in bianco e nero. Pur essendo ben radicati nella “tradizione napoletana”, i filosofi di Preti non sono i personaggi anziani e stanchi ritratti da Ribera con zelo realista, ma hanno una tempra più dignitosa anche se mantengono il loro naturalismo. Due dipinti di poeti, rispettivamente Virgilio (Koelliker Collection) e Pindaro (Firenze, Piacenti Art Gallery), sono stati recentemente attribuiti all’inizio del periodo romano di Mattia Preti.
K.S.
Mattia Preti tra Caravaggio e Luca Giordano – Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI), 2013
Mattia Preti tra Caravaggio e Luca Giordano – Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI), 2013

