277 – La Madonna della lettera

 

 

Titolo:   La Madonna della lettera
Anno: 
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni: 271×140
Città:  Messina
Collocazione:   Museo Regionale
L’opera non è citata nelle fonti e nelle guide locali che parlano della chiesa di San Giovanni Decollato a Messina, dove si trovava fino al terribile terremoto del 1908. Trasferita al Museo Regionale, fu restaurata nel 1970 e quindi esposta al pubblico.
L’iconografia si riferisce ad una leggenda dalla quale discende una tradizione antichissima di devozione alla Madonna della lettera, patrona di Messina: nell’anno 42 l’apostolo Paolo avrebbe guidato una delegazione di messinesi convertiti al cristianesimo verso Gerusalemme, per presentare alla Madonna la devozione della città; il compiacimento della Vergine fu tale che concesse lo straordinario favore di scrivere una lettera che gli ambasciatori riportarono in
patria. La lettera, conservata nel Duomo, sarebbe andata distrutta in un incendio nel 1253, ma il culto non cessò, ed ebbe anzi una ripresa importante negli anni tra il 1660 ed il 1774, epoca a cui viene fatta risalire l’esecuzione del dipinto (Abbate 1980, p. 66).
La bilanciata impaginazione del dipinto, classicamente concepito, pone in evidenza il foglio nel quale si legge l’intero testo tramandato, quasi a costituire una sorta di reliquia. I personaggi sono disposti intorno ad un’imponente colonna che domina la scena: Maria, sulla soglia di un edificio monumentale porge la lettera agli astanti in devota attesa. È evidente il carattere celebrativo del dipinto, giustamente messo in relazione ad una volontà di affermazione civica e politica della città di Messina, concomitante con la crescente notorietà di Preti in Sicilia grazie al solido rapporto con don Fabrizio Ruffo e con l’Ordine dei Cavalieri di Malta. Mentre è stata perlopiù accettata l’attribuzione del quadro a Mattia Preti, più controversa è la sua datazione: fu definita opera del primo periodo da Longhi che la datò poi intorno al 1633 (1916 e 1918, ed. 1961, pp. 322,412), mentre Consoli ne anticipò in seguito l’esecuzione al 1650-56 (1980, p. 50)
C.S. 
Mattia Preti, Il Cavalier Calabrese – Electa Napoli, 1999