276 – Cristo e la Cananea

 

 

Titolo:   Cristo e la Cananea
Anno:  1665 – 1670
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni: 100×151
Città:  Cosenza
Collocazione:   Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania
Il soggetto evangelico del Cristo e la Cananea viene ripreso più volte dal Preti, pur con lievi varianti nell’impostazione scenica e nel taglio più o meno ampio dell’inquadratura. Nella tela di Cosenza il campo visivo è estremamente ravvicinato, con pochi personaggi e senza alcuno sfondo architettonico. Ciò rende assai pregnante la raffigurazione dell’episodio, mettendo in grande risalto i personaggi principali, Cristo e la Cananea, colti in un atteggiamento quasi teatrale, che enfatizza il movimento delle mani in una espressiva gestualità, creando quasi un contrappunto tra l’indice della mano destra del Cristo, rivolto verso l’alto, e l’indice della mano sinistra della Cananea, rivolto verso il basso ad indicare il cane, sulla testa del quale ella poggia l’altra mano.
I! dipinto, databile alla fine degli anni Sessanta, è caratterizzato da un colorismo morbido e fluente, quasi spento nel grigiore delle nubi sullo sfondo ma acceso all’improvviso dal tocco
rosso vivo della tunica di Cristo, e mostra evidenti richiami alla pittura del Guercino.
L’opera è pressoché una replica del dipinto di analogo soggetto conservato a Palermo presso la Galleria Regionale [scheda n. 262], anch’esso eseguito dall’artista nel corso del settimo decennio (Napoli 1999, pp. 178-179), nel quale ritroviamo lo stesso movimento della mano del Cristo e un taglio ancor più ravvicinato, ma con le figure disposte specularmente, tranne per il vecchio barbuto posto all’estrema destra, che viene dunque a trovarsi non accanto al Cristo ma dietro la Cananea.
E. S.
Mattia Preti, Il Cavalier Calabrese – Electa Napoli, 1999