275 – I supplizi di Prometeo, Tantalo, Sisifo e Teseo

 

Titolo:   I supplizi di Prometeo, Tantalo, Sisifo e Teseo
Anno:  1660 circa
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni: 102×87
Città:  Teramo
Collocazione:   Pinacoteca Civica
Il piccolo e compendiario dipinto è stato giustamente restituito a Mattia Preti dalla Settimi (1998), e collocato cronologicamente nel sesto decennio del Seicento, durante gli anni napoletani del pittore, soprattutto in forza del colore caldo che volge al tenebrismo, perfettamente allineato con le opere di questi anni.
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I supplizi dei quattro giganti oggi purtroppo volgono in mediocri condizioni conservative: molto sciupata e impoverita nella superficie pittorica e negli angoli a destra e a sinistra in basso, l’opera è offuscata da una spessa patina di sporco, che tuttavia permette ancora di intuire una grande libertà compositiva e una felicità cromatica degna del Preti migliore.
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L’attribuzione al Cavalier Calabrese proposta dalla Settimi risulta fortemente motivata dal fatto che il dipinto, inusuale nel formato e forse proprio per questo un bozzetto preparatorio per una tela di dimensioni maggiori oggi perduta o forse mai realizzata, si avvicina notevolmente nella scelta del soggetto e nella composizione a due grandi tele oggi a Cosenza (Soprintendenza B.A.A.A.S. della Calabria) Ercole che libera Prometeo e Ercole che libera Teseo [schede n. 284 e 283]. Entrambe provengono dalla collezione napoletana dei duchi Serra Cassano, e non è da escludere l’ipotesi che in origine la serie fosse composta da altre due opere, cioè una con il Supplizio di Tantalo e l’altra con la Condanna di Sisifo.
R. M. 
Mattia Preti, Il Cavalier Calabrese – Electa Napoli, 1999