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Titolo: Santi Cosma e Damiano |
| Anno: 1689 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 293×214 | |
| Città: La Valletta – Malta | |
| Collocazione: National Museum of Fine Arts |
Il dipinto era originariamente collocato sull’altare della “sala dei feriti” dell’Ospedale dell’Ordine dei Cavalieri di Malta a La Valletta (Ferres 1900) e fu commissionato dal gran priore Piero Viani, del quale ostende lo stemma nobiliare insieme alla data 1698 (Spike 1999). Questa segnatura cronologica, precedente di un solo anno quello della morte di Mattia Preti, avvenuta appunto nel 1699 a ottantasei anni, commisurata alla qualità compositiva e stilistica, rende l’opera, nonostante l’evidente presenza di aiuti nell’esecuzione, una eccellente testimonianza della longeva autografia e vitalità artistica del pittore (Spike 1999; Sciberras 2009), ponendosi tra l’altro come esemplare del suo stile ultimo non privo di innovative soluzioni e quasi presago di nuove strade.
Concepita iconograficamente in perfetta corrispondenza con il luogo dell’esposizione – la “sala dei feriti” infatti era destinata allo svolgimento dell’attività di medici e di chirurghi di cui i Santi effigiati sono i singolari patroni – la pala mostra un’idea compositiva originale e di grande suggestione.
Al centro della tela sono dipinti, con un’originale postura, i santi Cosma e Damiano che si rivolgono le spalle l’un l’altro, quasi si trattasse di un’unica figura specchiata, anche per la pressoché simmetrica posizione delle braccia e torsione del corpo. Differisce l’inclinazione delle gambe e del busto di san Cosma, che è piegato a sinistra verso il ferito che giace esanime sul letto, mentre san Damiano, ispirato e grato, volge lo sguardo al cielo, quasi implorando misericordia per i derelitti che accoglie e conforta sulla destra. È possibile che la donna inginocchiata davanti al Santo sia un’allusione alla matrona Palladia che, secondo la Legenda Aurea (cfr. Vitale Brovarone 1995, p. 786), venne guarita da san Damiano, il quale, senza il consenso del fratello, per questo motivo e per le implorazioni della donna dovette accettare suo malgrado un compenso.
Concepita iconograficamente in perfetta corrispondenza con il luogo dell’esposizione – la “sala dei feriti” infatti era destinata allo svolgimento dell’attività di medici e di chirurghi di cui i Santi effigiati sono i singolari patroni – la pala mostra un’idea compositiva originale e di grande suggestione.
Al centro della tela sono dipinti, con un’originale postura, i santi Cosma e Damiano che si rivolgono le spalle l’un l’altro, quasi si trattasse di un’unica figura specchiata, anche per la pressoché simmetrica posizione delle braccia e torsione del corpo. Differisce l’inclinazione delle gambe e del busto di san Cosma, che è piegato a sinistra verso il ferito che giace esanime sul letto, mentre san Damiano, ispirato e grato, volge lo sguardo al cielo, quasi implorando misericordia per i derelitti che accoglie e conforta sulla destra. È possibile che la donna inginocchiata davanti al Santo sia un’allusione alla matrona Palladia che, secondo la Legenda Aurea (cfr. Vitale Brovarone 1995, p. 786), venne guarita da san Damiano, il quale, senza il consenso del fratello, per questo motivo e per le implorazioni della donna dovette accettare suo malgrado un compenso.
Giorgio Leone
Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013
Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013

