219 – Il tributo della moneta

 

Titolo:  Il tributo della moneta
Anno:  inizi nono decennio
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   127×93
Città:  L’Aquila
Collocazione:  Museo d’Arte Nazionale d’Abruzzo
La storia critica dei due dipinti [Cristo e l’adultera (scheda n. 283) e Il tributo della moneta] è stata riassunta nel 1999 da Morena Costantini, che ha convenuto con John Spike su una datazione orientativa ai primi anni Ottanta del Seicento. Spike elenca in dettaglio le altre versioni e le copie di Cristo e l’adultera. La Costantini rileva, ad avviso di chi scrive giustamente, come “i due dipinti, per la verità poco noti, sono infatti analoghi sul piano tecnico-esecutivo, avendo le stesse qualità cromatiche e stilistiche, e sono dunque stati realizzati in coppia”.
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Nel pendant del Cristo della moneta  ricompaiono gli stessi personaggi, ad esclusione della donna, tanto da sembrare il fotogramma di una scena successiva (o precedente)” .
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La contiguità narrativa tra le due tele è accentuata dalla loro impaginazione: la figura di Cristo, in entrambi i casi raffigurata con il corpo inclinato verso la sinistra di chi guarda, è fissata in una gestualità che ne intensifica l’eloquio. Nel Tributo Cristo guarda lo spettatore, e questa soluzione intensifica la lectio morale dell’episodio.
Riccardo Lattuada
Mattia Preti, 1613-2013, Della Fede e Umanità – Abramo, Caraffa di Catanzaro, 2013