![]() |
Titolo: Eterno Padre |
| Anno: 1675 circa | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 160×325 | |
| Città: La Valletta – Malta | |
| Collocazione: National Museum of Fine Arts |
Il dipinto proviene probabilmente dalla chiesa di San Giovanni Elemosinario a Cospicua (Buhajar, 1987; Espinosa Rodriguez, 1990; Corace, 1995; Dominique Cutajar, comunicazione orale). All’interno di tale edificio, ricostruìto nel 1682, le fonti locali indicavano infatti la presenza di una lunetta rappresentante Dio Padre, senza tuttavia far cenno alla paternità del dipinto. La tela viene collegata alla pala raffigurante San Giovanni Elemosiniere, oggi conservata presso il medesimo Museo a La Valletta.
Spike (1999) sostiene invece la provenienza della lunetta dalla cappella di San Nicola nel Forte Ricasoli a Vittoriosa (l’odierna Birgu), dove l’opera sarebbe stata commissionata nel 1690 dal Gran Maestro Nicolas Cotoner, responsabile della ristrutturazione dell’edificio preesistente, risalente al 1670. Le vicende appaiono simili in entrambe le situazioni, in quanto anche la tela di San Nicola risulterebbe trasportata al Museo in seguito alla distruzione causata dalla seconda guerra mondiale, anche se Spike non ne ha potuto riscontrare la presenza in occasione del suo recente studio.
La Ippoliti collega al soggetto della lunetta un disegno, conservato in collezione privata a Roma, raffigurante l’Eterno benedicente eseguito in una versione ancora allo stato di abbozzo sul verso del foglio e in forma di studio più definito sul recto.
Spike (1999) pubblica una copia della lunetta, di provenienza sconosciuta, attribuendola a un seguace di Mattia Preti. La riproduzione è fedele, ma riprende l’intera raffigurazione da un punto di vista meno ravvicinato.
Spike (1999) sostiene invece la provenienza della lunetta dalla cappella di San Nicola nel Forte Ricasoli a Vittoriosa (l’odierna Birgu), dove l’opera sarebbe stata commissionata nel 1690 dal Gran Maestro Nicolas Cotoner, responsabile della ristrutturazione dell’edificio preesistente, risalente al 1670. Le vicende appaiono simili in entrambe le situazioni, in quanto anche la tela di San Nicola risulterebbe trasportata al Museo in seguito alla distruzione causata dalla seconda guerra mondiale, anche se Spike non ne ha potuto riscontrare la presenza in occasione del suo recente studio.
La Ippoliti collega al soggetto della lunetta un disegno, conservato in collezione privata a Roma, raffigurante l’Eterno benedicente eseguito in una versione ancora allo stato di abbozzo sul verso del foglio e in forma di studio più definito sul recto.
Spike (1999) pubblica una copia della lunetta, di provenienza sconosciuta, attribuendola a un seguace di Mattia Preti. La riproduzione è fedele, ma riprende l’intera raffigurazione da un punto di vista meno ravvicinato.
M.M.
Mattai Preti, Il Cavalier Calabrese – Electa Napoli, 1999

