164 – Deposizione dalla croce

 
Titolo:   Deposizione dalla croce
Anno:  1675 circa
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   179×128
Città: 
Collocazione:  Collezione De Vito
Il soggetto della deposizione di Gesù Cristo dalla croce non è frequente nella produzione pittorica dell’artista, quindi con ogni probabilità è stato eseguito su specifica committenza. L’originalità della composizione e l’intensa carica emotiva del dipinto, però, dovettero impressionare favorevolmente il gusto del tempo, poichè, secondo John Th. Spike (1999), di esso sono pervenute varie copie, tra le quali la più antica si trova nella parrocchia di Monsta a malta, mentre quella della chiesa di Saint-Bonaventure di Lione potrebbe essere parzialmente autografa e con l’intervento della bottega.
Come d’abitudine, il Preti ricorre allo scorcio ribassato per dare maggiore spazialità e dinamicità alla scena, animandola tra l’altro con l’atteggiamento teatrale dei personaggi. Il corpo di Cristo è impostato sulla combinazione prospettica degli assi obliqui e asimmetrici dell’impianto compositivo: inclinato trasversalmente ha le gambe aggettanti all’esterno bilanciate dal braccio sinistro ancora disteso sulla croce e da quello destro sorretto da san Giovanni. L’invenzione non è del tutto nuova nella produzione del Preti e ha precedenti diretti nel Martirio di San Bartolomeo della Galleria Corsini (1660) -in cui si ritrova anche il brano del cartiglio ripiegato apposto alla trave sopra il capo del santo- e nel San Sebastiano della Galleria Nazionale di Cosenza. Anologamente la testa di Giuseppe d’Arimatea rovesciataverso l’esterno è molto simile alla testa di san Pietro della Crocifissione di san Pietro di Birmingham.
Le immagini, pensate in avvicinamento verso l’osservatore (Strinati 1999),  sono scorciate secondo l’esperienza di Lanfranco e Guercino; da quest’ultimo, poi, dipende l’uso spregiudicato della luce che, nella generale e soffusa tonalità spenta, realizza una tessitura cromatica brillante dalle gradazioni calde color miele e rosso-arancio.
Marina Ameduri
Francesco Cozza, Gregorio e Mattia Preti – dalla Calabria a Roma
(a cura di Rossella Vodret e Giorgio Leone) –  Catanzaro 2008