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Titolo: Salomone offre incenso agli dei pagani |
| Anno: 1680 circa | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 2204×318 | |
| Città: | |
| Collocazione: Collezione privata |
Salomone, figlio di David e Betsabea, fu il terzo re di Israele dopo l’unificazione del regno. La sua saggezza fu proverbiale, così come la ricchezza.
Ma giunto in vecchiaia, circondato da un enorme numero di mogli e concubine, fu indotto a seguire gli dei pagani e causò in questo modo lo sdegno del Signore e il declino e poi la fine del regno (I Re, H,l-8).
La tela, con un pendant raffigurante Ester e Assuero (scheda n. 265), è da ascrivere alla produzione avanzata di Preti, nel corso dell’ottavo decennio.
La composizione è ambientata sotto un loggiato con vistose colonne tortili, che tornano anche nella tela pendant, il vecchio Salomone è circondato dalle sue donne abbigliate in modo sfarzoso e discinto, che lo inducono a incensare gli idoli pagani. La tonalità rossastra, tipica di questa fase avanzata della produzione del maestro, è assolutamente prevalente, smorzando la vivacità cromatica, sulla via di quel progressivo restringimento della tavolozza che caratterizzerà la produzione ancora più tarda, secondo un processo evolutivo singolare – come ha sottolineato Spike 1989, p. 43) – per un magistrale colorista quale Preti era stato durante la giovinezza e la fase migliore della sua lunga attività. Questo tipo di cromia ristretta si ritrova nelle numerose tele inviate nel corso degli anni Ottanta da Malta a Taverna.
Per la veste della giovane sulla estrema destra viene utilizzato lo stesso tipo di decoro a disegni rossi su fondo chiaro già presente in due composizioni dei primi anni Cinquanta: nella Vanitas degli Uffizi e nella figura di Sofronia nella tela con Clorinda in Palazzo Rosso a Genova (scheda n. 39); scelta che avvalora l’ipotesi che lo sfruttamento di soluzioni o formule già sperimentate con successo diventi, nell’età avanzata, un esercizio di mestiere da parte del pittore stesso o della sua cerchia.
Ma giunto in vecchiaia, circondato da un enorme numero di mogli e concubine, fu indotto a seguire gli dei pagani e causò in questo modo lo sdegno del Signore e il declino e poi la fine del regno (I Re, H,l-8).
La tela, con un pendant raffigurante Ester e Assuero (scheda n. 265), è da ascrivere alla produzione avanzata di Preti, nel corso dell’ottavo decennio.
La composizione è ambientata sotto un loggiato con vistose colonne tortili, che tornano anche nella tela pendant, il vecchio Salomone è circondato dalle sue donne abbigliate in modo sfarzoso e discinto, che lo inducono a incensare gli idoli pagani. La tonalità rossastra, tipica di questa fase avanzata della produzione del maestro, è assolutamente prevalente, smorzando la vivacità cromatica, sulla via di quel progressivo restringimento della tavolozza che caratterizzerà la produzione ancora più tarda, secondo un processo evolutivo singolare – come ha sottolineato Spike 1989, p. 43) – per un magistrale colorista quale Preti era stato durante la giovinezza e la fase migliore della sua lunga attività. Questo tipo di cromia ristretta si ritrova nelle numerose tele inviate nel corso degli anni Ottanta da Malta a Taverna.
Per la veste della giovane sulla estrema destra viene utilizzato lo stesso tipo di decoro a disegni rossi su fondo chiaro già presente in due composizioni dei primi anni Cinquanta: nella Vanitas degli Uffizi e nella figura di Sofronia nella tela con Clorinda in Palazzo Rosso a Genova (scheda n. 39); scelta che avvalora l’ipotesi che lo sfruttamento di soluzioni o formule già sperimentate con successo diventi, nell’età avanzata, un esercizio di mestiere da parte del pittore stesso o della sua cerchia.
Mariella Utili
Mattia Preti tra Roma, Napoli e Malta – Electa Napoli, 1999

