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Titolo: Agar e Ismaele |
| Anno: 1665 – 1670 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 204×176,5 | |
| Città: Braunschweig | |
| Collocazione: Herzog Anton Ulrich Museum |
Nel grande dipinto di Londra la cui autografia pretiana è stata confermata da Nicola Spinosa e quindi è destinato ad ampliare le testimonianze pittoriche del soggetto nella produzione del pittore, l’attenzione del Cavalier calabrese è rivolta al momento dell’apparizione (Gn 21,18), in cui all’implorante gestualità di Agar, che, seduta su una pietra squadrata, con una mano indica l’anfora vuota e con l’altra il figlio rannicchiato senza forze alla sua gamba sinistra, si contrappone la volitiva determinazione dell’angelo, che, irrompendo da sinistra, con la mano destra avverte la donna e con la sinistra indica il luogo dove troverà l’acqua. L’atmosfera serotina è favorita dai forti chiaroscuri e scivola sulle stoffe delle vesti, quasi rendendo ne la diversa matericità tessile, per riflettersi sui riflessi argentei degli incarnati.
Mancando qualsiasi tipo di documentazione, l’indagine dei confronti stilistici suggeriste una datazione tra la seconda metà del settimo decennio e la prima metà del decennio successivo. A ridosso della grande impresa della decorazione della Co-Cattedrale e della cappella di San Pietro nella chiesa dei Gesuiti de La Valletta e fino alle tele della chiesa di Sarria di Floriana (cfr. Spike 1999, nn. 41, 249, 255; Sciberras 2009, pp. 114-146), sono molti i rinvii che, per le affinità formali, possono essere indicati ad altri dipinti sicuramente datati o databili.
Mancando qualsiasi tipo di documentazione, l’indagine dei confronti stilistici suggeriste una datazione tra la seconda metà del settimo decennio e la prima metà del decennio successivo. A ridosso della grande impresa della decorazione della Co-Cattedrale e della cappella di San Pietro nella chiesa dei Gesuiti de La Valletta e fino alle tele della chiesa di Sarria di Floriana (cfr. Spike 1999, nn. 41, 249, 255; Sciberras 2009, pp. 114-146), sono molti i rinvii che, per le affinità formali, possono essere indicati ad altri dipinti sicuramente datati o databili.
Giorgio Leone
Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013

