100 – Martirio di Santa Caterina d’Alessandria


Titolo:  Martirio di Santa Caterina d’Alessandria
Anno: 1659 circa
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   365×267
Città: La Valletta – Malta
Collocazione:  Chiesa di Santa Caterina della lingua d’Italia
La più antica testimonianza su questo dipinto è stata rintracciata in un documento dell’11 agosto del 1659 in cui fra Fabrizio Caligola presenta ai Cavalieri della Lingua d’Italia la richiesta di ammettere Mattia Preti al grado di cavaliere di Malta. L’istanza fu accettata, ed è riferita la donazione dell’artista di un dipinto “di sua mano” raffigurante santa Caterina. L’associazione della pala d’altare ai documenti citati si deve a Valerio Mariani (1929) ed è stata condivisa successivamente da Spike (1999), che sottolinea come i caratteri stilistici siano tipici di questi anni. Precedentemente Ferres (1886) aveva sostenuto che l’opera fosse destinata a una chiesa di Zurrieq, ma quando i Cavalieri della Lingua d’Italia la videro così bella la tennero per la loro chiesa; non si conosce però la fonte di tale testimonianza che non è presa in considerazione dalla critica successiva.
Dal punto di vista stilistico, Spike (1999) definisce la pala «una variazione in chiave conservatrice del contemporaneo dipinto dello stesso soggetto eseguito dall’artista nel soffitto del transetto in S. Pietro a Maiella a Napoli», poiché suppone che Preti ritenesse più consono eseguire per i Cavalieri una composizione che rispondesse a uno stile «conforme alle convenzioni della pittura del Seicento napoletano, in particolare quella di Stanzione».
La scena, di grande suggestione, pone la Santa in posizione centrale con lo sguardo rivolto al cielo dove gli angeli giocano con la corona, e in posizione dominante sulle numerose figure minacciose e sgomente che la circondano. A evidenziare questi atteggiamenti è il fascio di luce che partendo dalle tre donne in basso a destra illumina la figura della martire come su un palcoscenico. Di grande espressività è il carnefice, rivolto verso l’esterno, quasi a voler annunciare l’esecuzione che si accinge a compiere, mostrando la spada appena sguainata. Mattia Preti eseguì numerose versioni del soggetto, tra cui la tela nel soffitto di San Pietro alla Maiella a Napoli (cfr. Spike 1999, n. 138), quella conservata nella chiesa di Santa Caterina di Zurrieq (cfr. Spike 1999, n. 295) e la suggestiva del Museo Nazionale a la Valletta (cfr. Spike 1999, n. 273). Esistono, inoltre, diverse copie della pala inviate in altre chiese, tra cui quella in Sicilia che reca la data 1662, e una seconda in Aix-en-Provence, ritenuta a lungo autografa e molto apprezzata da Paul Cèzanne (Spike 1999).
C.P. – Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013