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Titolo: Ecce Homo |
| Anno: 1655 – 1656 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 205×259 | |
| Città: Chantilly | |
| Collocazione: Musée Condé |
La tela in esame e il suo pendant [Salita al Calvario] sono accomunate da una pittura sontuosa ed eloquente, in cui compie quello stile definito non a torto dalla critica “eroico”, così peculiare agli anni partenopei di Mattia Preti (Spike 1999, p. 200). Il convulso episodio evangelico diventa per Mattia Preti il pretesto per mettere in scena un’intensa sacra rappresentazione: il livido corpo di Cristo è spinto in primo piano con il geniale accorgimento del balcone posto di traverso. Sulla destra Pilato, avvolto in un opulento manto rosso, funge da quinta laterale, in un moto accelerato di sicuro effetto drammatico.
Proprio nella parte inferiore del dipinto è descritto il tumulto dei giudei che, sotto un minaccioso cielo plumbeo, incitano la condanna, secondo la narrazione di Giovanni (19,15). L’ondeggiare chiassoso della plebaglia è suggerito da Preti attraverso le braccia che si alzano con fare accusatori o contro il Cristo e, allo stesso tempo, dall’assieparsi indistinto nel fondo di decine di volti appena abbozzati, «evidente retaggio lanfranchiano» secondo l’analisi della Utili (in Napoli 1999). Il fuoco della scena, costituito dal Cristo sospinto dai soldati, si distingue per l’eccezionale qualità degli accordi cromatici, in particolare nello straordinario brano naturalistico del corpo terreo di Gesù appena coperto da un manto di color rosa delicatissimo.
Proprio nella parte inferiore del dipinto è descritto il tumulto dei giudei che, sotto un minaccioso cielo plumbeo, incitano la condanna, secondo la narrazione di Giovanni (19,15). L’ondeggiare chiassoso della plebaglia è suggerito da Preti attraverso le braccia che si alzano con fare accusatori o contro il Cristo e, allo stesso tempo, dall’assieparsi indistinto nel fondo di decine di volti appena abbozzati, «evidente retaggio lanfranchiano» secondo l’analisi della Utili (in Napoli 1999). Il fuoco della scena, costituito dal Cristo sospinto dai soldati, si distingue per l’eccezionale qualità degli accordi cromatici, in particolare nello straordinario brano naturalistico del corpo terreo di Gesù appena coperto da un manto di color rosa delicatissimo.
S.S. – Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013

