69 – Crocifissione di San Pietro

  
Titolo: Crocifissione di San Pietro
Anno: 1655 – 1656
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   194,5×194,3
Città: Birmingham
Collocazione:  Barber Institute of Fine Arts, University of Birmingham
La più antica testimonianza di un dipinto raffigurante la Crocifissione di San Pietro di Mattia Preti si trova in Bernardo De Dominici che cita tre opere commissionate a Napoli dal marchese fiammingo Ferdinand van den Eynden: «la Crocifissione di San Pietro, la Decollazione di San Paolo e Il Martirio di San Bartolomeo [ … ] tutte e tre in tele di sette palmi di altezza e quasi sei di larghezza» (De Dominici 1742-1745, III).
Si deve a Giovanni Carandente (1971), in occasione di una vendita Heim, l’identificazione del dipinto oggi a Birmingham con quello appena ricordato da Bernardo De Dominici e l’associazione, per similitudine di composizione e dimensioni, con le tele raffiguranti il Martirio di San Bartolomeo oggi a Manchester (cfr. Spike 1999, n. 86) e la Decapitazione di San Paolo oggi a Houston (cfr. Spike 1999, n. 53).
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Il soggetto contempla la scena del martirio di san Pietro apostolo, capo della Chiesa e primo vescovo di Roma, dove, giunto a predicare, morì durante la persecuzione di Nerone tra il 64 e il 67 con la condanna della crocifissione. Secondo la tradizione il Santo chiese di poter essere crocifisso a testa in giù poiché considerava indegno morire come Gesù. Per il taglio compositivo la scena del dipinto di Birmingham attira subito l’attenzione sul corpo del Santo, che traccia una diagonale e sul volto del suo principale carnefice, raffigurato con lo sguardo diretto verso lo spettatore in un’espressione quasi di esitazione per l’azione che sembra costretto a svolgere. Le altre figure fanno da cornice ai protagonisti della scena. Dal punto di vista stilistico, alla forte impronta riberesca ampiamente riscontrata dalla critica, Spike (1999) aggiunge ed evidenzia l’effetto drammatico del chiaroscuro di derivazione caravaggesca, con colori e luminosità veneziani. L’aspetto di realismo brutale accomuna le tre opere della serie e rispecchia, secondo Carandente, il gusto del committente.
C.P. – Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013