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Titolo: Adorazione dei Magi |
| Anno: Inizi sesto decennio | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 173×230 | |
| Città: Holkham Hall | |
| Collocazione: Viscount Coke, D.L. |
L’opera non è molto conosciuta, essendo stata esposta solamente nella mostra della Pittura Napoletana da Caravaggio a Giordano tenuta a Londra e a Washington nel 1982 e a Parigi nel 1983. Nella scheda Mariella Utili osservava che il dipinto riassume le influenze stilistiche subite dal pittore fino agli inizi degli anni Cinquanta. L’impostazione della scena e il ricco cromatismo sono debitori della pittura veneziana del Cinquecento, in particolare delle tele di Veronese e Tìziano, mentre il denso intreccio delle figure e il rapido guizzare delle luci ricordano le composizioni giovanili di Guercino e Lanfranco. Le opere di tutti questi pittori erano presenti a Roma, ma sarebbe logico pensare che Preti avesse colto l’occasione del periodo di lavoro a Modena (1651-52) per visitare Bologna, Venezia e forse anche Cento, per studio e aggiornamento. Il caravaggìsmo delle sue prime opere è un ricordo sempre più distante e il pittore si muove verso una dinamica più teatrale e più apertamente barocca.
John Spike accostava il dipinto agli affreschi di San Biagio a Modena e lo situava negli anni 1653-55, quando ancora si pensava che il passaggio del Preti a Napoli fosse accaduto nel 1656 (Spike 1979b, p. 21, seguito da Utili in Londra-Washington 1982, n.98, p.207). Dopo avere stabilito che già dal 1653 il pittore era a Napoli, Spike ha mantenuto la datazione 1653-55 e ha proposto che si tratti di una delle prime opere napoletane (Clifton – Spike 1989 e Spike 1989), ma con la scoperta della provenienza Barberini, credo che bisogna tornare a proporre una datazìone più antica, appena prima o subito dopo l’episodio modenese e comunque eseguita a Roma.
John Spike accostava il dipinto agli affreschi di San Biagio a Modena e lo situava negli anni 1653-55, quando ancora si pensava che il passaggio del Preti a Napoli fosse accaduto nel 1656 (Spike 1979b, p. 21, seguito da Utili in Londra-Washington 1982, n.98, p.207). Dopo avere stabilito che già dal 1653 il pittore era a Napoli, Spike ha mantenuto la datazione 1653-55 e ha proposto che si tratti di una delle prime opere napoletane (Clifton – Spike 1989 e Spike 1989), ma con la scoperta della provenienza Barberini, credo che bisogna tornare a proporre una datazìone più antica, appena prima o subito dopo l’episodio modenese e comunque eseguita a Roma.
C. F. – Mattia Preti tra Roma, Napoli e Malta – Electa Napoli, 1999

