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Titolo: Ritorno del figliol prodigo |
| Anno: 1645 – 1650 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 202×258 | |
| Città: Le Mans | |
| Collocazione: Musée de Tessé |
Acquistato dalla città di Le Mans nel 1855 con l’attribuzione a Caravaggio, il dipinto fu assegnato a Mattia Preti dal Longhi nella nota dedicata agli anni romani del pittore nel celebre saggio del 1943 su Caravaggio e la sua cerchia. Il tema – tratto dal vangelo di san Luca (15,11-24) – è tra i più replicati da Preti lungo tutto l’arco della sua produzione, in composizioni di formato, taglio e struttura molto diversi tra loro, che segnano la continua rìelaborazìone di un soggetto particolarmente caro al maestro e ai suoi committenti, verosimilmente per le sue forti valenze narrative.
Il quadro di Le Mans è la versione più antica, lungo una linea che porterà, nelle redazioni più tarde, attraverso una progressiva messa a fuoco, sempre più ravvicinata, a restringere il tema rappresentato ai soli due protagonisti. Il dipinto è ancora intriso di un naturalismo di ascendenza caravaggesca, di nuovo riletto attraverso i modi di Guercino, con un gusto per il colore denso e compatto, e per la definizione accurata della materia, sia essa stoffa, incarnato, elemento architettonico. I bagliori color arancio nel cielo azzurro cupo rimandano alla Fuga da Troia di Palazzo Barberi; il busto del figliol prodigo ricorda invece, da vicino, quello del sant’Agostino nella grande pala di Tortoreto, oggi al Museo de L’Aquila, ma anche del miracolato nella tela col san Pantaleo di collezione privata.
Il quadro di Le Mans è la versione più antica, lungo una linea che porterà, nelle redazioni più tarde, attraverso una progressiva messa a fuoco, sempre più ravvicinata, a restringere il tema rappresentato ai soli due protagonisti. Il dipinto è ancora intriso di un naturalismo di ascendenza caravaggesca, di nuovo riletto attraverso i modi di Guercino, con un gusto per il colore denso e compatto, e per la definizione accurata della materia, sia essa stoffa, incarnato, elemento architettonico. I bagliori color arancio nel cielo azzurro cupo rimandano alla Fuga da Troia di Palazzo Barberi; il busto del figliol prodigo ricorda invece, da vicino, quello del sant’Agostino nella grande pala di Tortoreto, oggi al Museo de L’Aquila, ma anche del miracolato nella tela col san Pantaleo di collezione privata.
Mariella Utili – Mattia Preti Fra Roma, Napoli e Malta – Electa Napoli, 1999
Sebbene le tensioni tra le eclettiche fonti di Preti – Caravaggio, Lanfranco, Veronese – rischiano di rendere questo ibrido quadro diviso in due, il tutto è tenuto insieme da una maestria nuova nella prospettiva aerea, oltre che dalla sua innata dote drammatica e espressiva.
John T. Spike – MATTIA PRETI a cura di Erminia Corace – Roma, 1989

