34 – Sofonisba prende la coppa di veleno, detto Morte di Sofonisba

Titolo: Sofonisba prende la coppa di veleno, detto Morte di Sofonisba
Anno: 1645 – 1650
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:   197×257
Città: Roma
Collocazione: Galleria Pallavicini
Alla raffigurazione del suicidio della moglie del re numida Massinissa, la giovane e bella Sofonisba, che si era uccisa bevendo il veleno da una coppa pur di non subire l’umiliazione di far parte del corteo di Scipione l’Africano, Mattia Preti si dedica a più riprese nel lungo arco della sua attività. Le vicende e il lodevole orgoglio della giovane figlia del condottiero cartaginese Asdrubale, prima data in sposa a Siface perché, lo separasse dai Romani, poi sposata da Massinissa, che se ne era innamorato dopo averne sconfitto il marito in battaglia, e infine coraggiosa fino a darsi la morte, erano state in origine narrate da Livio (Ab Urbe Condita, XXX, 15) e la storia aveva poi goduto di un certo successo all’interno della tradizione letteraria e figurativa degli exempla virtutis, soprattutto di quelli specificatamente dedicati a sottolineare il valore femminile, approdando inoltre al repertorio composito del Novelliere di Matteo Bandello (1,41).
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Al contrario però di Cleopatra, che pure preferì il suicidio alla prospettiva di ornare il trionfo di Cesare, ma che in epoca controriformata, a causa dei suoi trascorsi amorosi, poteva con più difficoltà essere portata ad esempio di comportamento muliebre (I.M. Veldman, Lessons far ladies: a selection of sixteenth and seventeenth-century Dutch prints, in «Simiolus», 16, 1986, pp. 113-127, in particolare p. 123), Sofonisba, moglie fedele di Massinissa, si prestava ad incarnare senza alcuna controindicazione di ordine morale il coraggio e la determinazione delle donne. La fortuna del tema letterario all’interno della tradizione delle donne famose continua dunque nei primi decenni del Seicento, nella specifica accezione delle Femmes fortes, regine e guerriere dell’antichità a cui sono dedicate intere opere illustrate a stampa, la Galerie des Femmes Fortes con le incisioni di Claude Vignon (P. Ramade, La Galerie des femmes fortes de Claude Vignon, in «Bulletin des Amis du Musée de Rennes»)
F. C. – Mattia Preti, Il Cavalier Calabrese – Electa, Napoli, 1999