13 – Partita a carte

Concerto, detto Lezione di musica

 

Titolo: Partita a carte
Anno: 1630-1635
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:  109×147
Città: Venezia
Collocazione:  Collezione Semenzano
Attribuita a Preti da Longhi, in occasione della mostra fiorentina del 1922 a Palazzo Pitti dedicata alla pittura italiana del Seicento e del Settecento, anche questa tela fa parte del gruppo di opere risalenti al primo tempo del soggiorno romano del pittore, alla sua interpretazione del tutto personale della tradizione caravaggesca diffusa da Manfredi e dai numerosi maestri nordici.
Sempre Longhi, nel 1943, specificava che la tela aveva come pendant il Concerto della sua raccolta personale.
[…]
La pennellata ben evidente, che si ritrova in  particolare in brani quali la gorgiera del giovane giocatore o nelle piume, rimanda a soluzioni analoghe presenti, oltre che nella tela Thyssen, nella Partita a dama [scheda n. 319] già Nicolson, oggi all’Ashmolean di Oxford; analogamente a tutto il gruppo dei dipinti eseguiti nei primi anni romani, ritorna il gusto per gli effetti ricercati, resi possibili dalla illuminazione trasversale della scena. In questa ottica vanno letti brani quali i tocchi di luce sulla mano della donna poggiata sul tavolo da gioco o sull’orecchino pendente, il velo che scende dall’acconciatura, mentre l’eleganza dei tessuti e la resa delle materie nel loro impatto con la luce comincia a delineare soluzioni che diventeranno ricorrenti nella produzione più matura del maestro: valga per tutti il gioco dei riflessi sulla corazza metallica dell’armigero di spalle, riproposto nei dipinti di Madrid e di Oxford, nel Concerto di San Pietroburgo e nella gran parte delle tele di questo periodo, e che Preti reitererà fino alle composizioni più tarde, dalle pale d’altare ai dipinti da cavalletto.
Mariella Utili – Mattia Preti tra Roma, Napoli e Malta – Electa Napoli, 1999