12 – Mosè sul monte Sinai

 

Titolo: Mosè sul monte Sinai
Anno: 1635-1640
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:  124×280
Città: Montpellier
Collocazione:  Musée Fabre
Insieme alla tela raffigurante il Trionfo di Sileno del museo di Tours – con la quale fu sequestrata alla Galleria di Torino dai francesi, nel 1799 – il Mosè fu restituito a Preti da Roberto Longhi nel 1943; entrambe le opere erano ritenute in precedenza di Poussin.
L’intuizione di Longhi, che ai due dipinti associava anche il Baccanale in collezione Raggi, apriva la strada ad una nuova considerazione dell’attività pretiana durante la permanenza a Roma, fra gli anni ’30 e ’40, che affiancava ai primi interessi di ambito caravaggesco una evidente apertura nei confronti della corrente neoveneta.
Che il giovane pittore senza un suo bagaglio culturale accertato, proveniente dalla provincia meridionale, si rivelasse attentissimo alle mode artistiche più in voga, non sorprende certo. D’altra parte, accanto ai soggetti trattati secondo lo stile dei caravaggeschi attivi in città, l’adesione al neovenetismo per Preti significava soprattutto una apertura verso atmosfere più ariose, comunque bene integrate all’interesse ormai consolidato per gli aspetti luministici e il contrasto chiaroscurale.  […]
Comincia ad emergere, con chiarezza, lo ‘stile’ caratteristico del Preti migliore: straordinaria capacità di filtrare tutte le esperienze artistiche con cui viene a contatto, traducendo le in una gamma inesauribile di matrici continuamente aggiornate. Sotto il profilo iconografico Preti riunifica nella tela diversi momenti della storia di Mosè: la raccolta della manna da parte degli Ebrei, per la quale la figura in primo piano (Mosè stesso o Aronne), ammantata col pan
no di un blu intenso – la nota più vibrante dell’intera composizione, molto poussiniana -,ringrazia il Cielo (Esodo XVI,l-36); e l’episodio dell’apparizione di Dio su una nube a Mosè sul monte Sinai (Esodo XXVI,12-24) Il tronco al centro della tela sembra separare in due parti la composizione ma, allo stesso tempo, la unifica attraverso le due figure che vi si appoggiano.
Pur in un contesto così affollato, ogni personaggio riesce ad essere ben individualizzato (Spike 1989, p. 21); si ritrova il motivo della donna di schiena, con le spalle nude incorniciate dalla veste chiara, molto caro alla tradizione figurativa seicentesca.

Mariella Utili – Mattia Preti fra Roma, Napoli e Malta – Electa Napoli, 1999