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Titolo: Sant’andrea |
| Anno: 1665-1667 | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: | |
| Città: Trapani | |
| Collocazione: Museo Pepoli |
Un discorso a parte merita invece il Sant’Andrea del Museo Pepoli di Trapani, anche in virtù della intrigante provenienza della tela dal contiguo Santuario della SS. Annunziata di recente ribadita da G. Bongiovanni e da V. Scuderi.
Tolto dalla scomoda collocazione del magazzino ed esposto in sala, il dipinto si lascia ora apprezzare in tutto il suo solenne impianto compositivo e per la vivacità cromatica che ne fanno una eccellente replica di bottega della tela della Parish Church di Zurrieq, per quanto di dimensioni più ridotte. Pittore “prattico”, Preti del resto era aduso a replicare le sue opere, servendosi dell’ampia collaborazione della prolifica sua bottega maltese.
Sappiamo che la tela maltese di Sant’Andrea, cronologicamente collocabile tra il 1665 e il 1667, era stata destinata all’altare eretto dai pescatori nella Parrocchiale di Zurrieq in onore del loro Santo patrono e in ricordo dell’antica chiesa dismessa di S. Andrea Apostolo di loro giuspatronato. Mi chiedo – anche se la mia ipotesi non è al momento suffragata da prove documentarie – se la copia del Museo Pepoli non fosse stata commissionata dai Devoti Piscatores di Trapani per destinarla alla loro cappella all’interno della SS. Annunziata, magari in sostituzione di quella ancona dell’altare maggiore con La Vergine con il Bambino tra i SS. Pietro e Andrea (emblematicamente la predella portava dipinte “tonnariam vadum et barcas coralli”) commissionata nel 1517 ai pittori Simone e Giacomo La Vaccara, padre e figlio. Alla maestranza dei Pescatori, distinta da quella dei Marinai (naviganti per commercio), non dovettero mancare del resto i contatti con Malta, soprattutto dopo i diritti acquisii nel 1535 sui nuovi banchi corallini davanti le coste tunisine. Ma non vanno esclusi altri tramiti: ricordiamoci che l’arco di tempo dal 1663 al 1680 copre gli anni della reggenza del Gran Maestro Nicolas Cotoner, particolarmente devoto alla Vergine Drepanitana. Al suo Santuario, in segno di viva riconoscenza per lo scampato pericolo della peste maltese del 1676, avrebbe inviato assieme a doni e tabelle votive il suo ritratto corredato da non meno emblematica iscrizione:
“FRATER NICOLAUS COTONER, MAGNUS HIEROSOLIMITANAE RELIGIONIS MAGISTER, TETRO CONTAGIO INSULA MELITAE CORRUPTA, ET INTERCEDENTE B.MA DREPANENSIUM MATRE, PROPULSATO, CUM DONIS VOTIVAS TABELLAS ET HANC SUAM EFFIGIEM IN TESTIMONIUM ACCEPTI BENEFICI EMISIT, ANNO MDCLX […]”.
Vincenzo Abbate
Mattia Preti in Sicilia, Mattia Preti sperimentatore, 2014

