626 – Fumatore orientale con bicchiere di vino (attribuito)

Titolo:  Fumatore orientale con bicchiere di vino
Anno: 1630-1635
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni: 76x 60
Città: 
Collocazione: Collezione privata
Il dipinto, che per quanto mi consta è inedito, era considerato di autore anonimo fin quando ho proposto di attribuirlo a Mattia Preti, pur avanzando tale ipotesi con la prudenza derivante dalla necessità di metabolizzare tutti gli aspetti di un’opera d’arte appena riaffiorata. La figura del fumatore trova una vasta fortuna nella pittura nordica del Seicento, ma è meno frequente nella coeva arte italiana. Una rara se non unica raccolta di opere seicentesche legate alla pratica del fumo è quella di Luigi Salerno (1954), e in essa i dipinti italiani sono relativamente pochi. Simbolo della natura transeunte della vita terrena, ma anche di meditazione filosofica e – al contrario – di spreco dell’esistenza, il fumo è comunque legato alle mutazioni dei costumi agli albori dell’età moderna, in cui le scoperte dal nuovo mondo comportarono cambiamenti fondamentali nell’alimentazione e in altri aspetti della vita materiale. Nella produzione di Gregorio e Mattia Preti c’è almeno un Fumatore orientale con un bicchiere di vino (fig. 1) in collezione privata a Londra (cfr. K. Sciberras, in Mattia Preti 2013).
[…]
I passaggi di luce sul volto abbronzato del nostro Fumatore orientale e il trattamento delle mani rugose sono simili a dettagli analoghi dell’Argentiere, e ancor più ai modi del Tolomeo (fig. 3) di collezione privata a Milano, reso noto da Franco Moro (1997, p. 115). Anche nel caso del Tolomeo John T. Spike nota che «le affinità stilistiche con l’Eraclito e Democrito lasciano aperta la possibilità di un intervento di Gregorio» (cfr. Spike 2003, p. 75, n. 44).
Riccardo Lattuada
Mattia Preti – Un giovane nella Roma dopo Caravaggio, a cura di G. Leone, Ed. Rubbettno, Soveria Mannelli, 2016