620 – Astronomo

 

Titolo: Astronomo
Anno: 1635 ca.
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni: 
Città: Parigi
Collocazione: Galerie Canesso
Il tema dei filosofi, ad ogni modo, fu tutt’altro che occasionale nella produzione di Mattia e Gregorio Preti. Lo dimostrano il Tolomeo appena ricordato (scheda n. 452 ndr.) e i diversi poeti e pensatori antichi che Preti junior aveva “ritratto” nei suoi primi anni romani, nel solco di una tradizione ben consolidata avviata da Jusepe de Ribera nel secondo decennio del secolo. Mi riferisco al bellissimo Diogene di Buscot Park – raffigurato con le vesti lacere, simbolo del disprezzo dei beni materiali e di una vita dedicata allo studio -, all’Archimede oggi a Varese (scheda n. 612 ndr.) – presentato al pubblico per la prima volta in occasione di questa mostra – e a un inedito Astronomo posto gentilmente alla mia attenzione da Maurizio Canesso.
Quest’ultimo dipinto, databile verso il 1635, costituisce una testimonianza di grande interesse, poiché attesta in anni precoci la riflessione del calabrese sulla pittura di Ribera, di Rubens e persino su quella di Giovanni Baglione. Il volto del vegliardo, qualificato da una notevole ricchezza materica, e il brano di natura morta – magistrale nella resa dei riflessi metallici e delle sgualciture delle pagine – inducono a ipotizzare per l’opera una committenza di rango. L’assenza di riscontri documentari relativi alla sua antica provenienza rende purtroppo difficoltosa l’identificazione del filosofo raffigurato, giacché il libro e l’astrolabio sono attributi di numerosi geografi e astronomi dell’antichità, da Tolomeo ad Anassagora, fino ad Aristarco di Samo. Quest’ultimo, già omaggiato da Domenico Fetti in un mirabile dipinto oggi a Dresda, aveva inventato secondo Vitruvio il primo orologio solare emisferico, dimostrando il sistema eliocentrico su basi matematiche.
Precursore delle moderne teorie sul moto della terra e sull’immobilità del sole – e citato dallo stesso Galileo in una lettera indirizzata a Cristina di Lorena -, Aristarco aveva riscosso qualche fortuna nella variegata iconografia seicentesca dei filosofi antichi, e non è dunque da escludere che Preti possa averlo rappresentato nella tela in esame. L’Astronomo, abbigliato sontuosamente e seduto in trono, potrebbe comunque raccontare tutt’altra storia, dal momento che a differenza dell’Aristarco del Fetti o del Democrito dell’Allegoria dei cinque sensi – entrambi rappresentati con il globo terrestre -, tiene in mano uno strumento astronomico portatile, utile a calcolare la posizione del sole, della luna e degli altri corpi celesti.

Yuri Primarosa
In: Il Trionfo dei sensi – Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti – a cura di Yuri Primarosa, De Luca Editori d’Arte, Roma 2018, p. 30 e ss.