55 – Elemosina di San Carlo Borromeo

Titolo: Elemosina di San Carlo Borromeo
Anno: 1652
Tecnica: Affresco
Dimensioni:  
Città: Roma
Collocazione: Chiesa di San Carlo ai Catinari
… negli affreschi in San Carlo ai Catinari, possiamo subito vedere che Mattia impiega positure in prospettiva e assi diagonali per produrre movimento nelle figure e per condurre lo sguardo dell’osservatore in profondità. Il plasticismo delle forme è accentuato da un chiaroscuro marcato. …
John T. Spike
MATTIA PRETI a cura di Erminia Corace – Roma 1989
In merito all’impresa in san Carlo [ai Catinari], le fonti – Titi, Pascoli e De Dominici – concordano nell’assegnare gli affreschi della controfacciata ai fratelli Preti, ma con alcune varianti e vaghe indicazioni sulla datazione, che hanno contribuito a determinare, fino ad anni recenti, una collocazione errata dell’opera nel catalogo del pittore.
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L’episodio raffigurato da Mattia documenta la pietà misericordiosa del Santo, incurante del contagio: al momento dello scoppio della peste a Milano, l’11 agosto 1576, si trovava in visita pastorale; fece subito ritorno nella città per assistere personalmente gli appestati, esponendosi a un pericolo tale che lo stesso Papa lo rimproverò. La peste fu interpretata da san Carlo come un grave monito dal cielo e un castigo per i peccati, per cui sentì il dovere di una vita austera di penitenza (cfr. Saba 1962, p. 831; Raggi 1962, pp. 848-849).
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L’affresco eseguito da Mattia è il risultato della lezione classicista di Andrea Sacchi e dei maggiori artisti secenteschi, assimilati e rielaborati secondo una originale visione. La figura del mendicante in primo piano, nudo e con il capo leggermente reclinato deriva dagli studi che il pittore eseguì su una delle figure della fontana dei Fiumi di Bernini, mentre la disposizione dei personaggi testimonia la conoscenza della pittura veneziana ed è un omaggio allo schema delle pale tizianesche (Petrocchi, in Napoli 1999).
F.P. – Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013