124 – Ciclo della Cappella della Lingua di Castiglia e Portogallo – San Giacomo Maggiore

Titolo:   Ciclo della Cappella della Lingua di Castiglia e Portogallo – San Giacomo Maggiore
Anno:  1662 – 1663
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:  
Città: La Valletta – Malta
Collocazione:  Co-Cattedrale di S. Giovanni
Non sono ancora stati rinvenuti documenti che consentano una datazione certa per le tele con San Giacomo, la Madonna del Pilar e il San Giacomo che sconfigge i mori a Clavijo realizzate da Preti per la Cappella della Lingua di Castiglia e Portogallo. Tuttavia è possibile legarne l’esecuzione ad alcuni documenti che ci informano che, nel maggio del 1662, i cavalieri della Lingua Castigliana deliberavano di rinnovare la loro cappella per renderla conforme a quella della Lingua d’Aragona, che era stata risistemata a partire dal 1658 (cfr. Spike 1999). Inoltre, nel 1663 si autorizzavano le spese per le dorature della cappella di San Giacomo: il che fa supporre che gli interventi decorativi, comprese le tele pretiane, dovevano essere ormai a buon punto (Spike 1979).
La pala d’altare rappresenta San Giacomo glorificato da un angelo con i simboli del martirio, la corona e la palma, mentre poco discosto un altro angelo dall’espressione triste regge in mano un volume, tradizionale attributo del Santo. Giacomo è rappresentato con le sue consuete vesti di pellegrino: il manto color senape si dilata sulle forme smilze del giovane provato dal cammino, le spalle sono protette dalla cappa di pesante tessuto scuro e sulla schiena s’intravede il cappello a falde larghe che protegge i viandanti dalla pioggia, e non mancano il bordone e la conchiglia appuntata sul petto. Con un gesto della mano l’Apostolo indica i simboli araldici di Castiglia e Leon, rivisitati in maniera innovativa da Preti: un angelo sostiene tra le mani il modellino di un castello a tre torri e un altro invece accarezza la folta criniera di un leone. Sulla sinistra, la scure usata per la decapitazione di Giacomo è appoggiata su una pietra modellata e ricorda che il Santo fu il primo apostolo a essere martirizzato per mano di Erode Agrippa al suo ritorno in Terra Santa, intorno al 44 d.C. Ai piedi del Santo è riversa una statua femminile il cui significato è di difficile decifrazione.
S.S. – Vittorio Sgarbi – Mattia Preti – Rubbettino, Soveria Mannelli (CS), 2013