D11 – Figura seduta

Studio rappresentante figura seduta.
Oxford, Ashmolean Museum.
Sanguigna,
mm. 395×266

Studio per una delle figure sedute che appaiono ai lati delle finestre ovali della volta della Co-Cattedrale di san Giovanni

 

 

 

 

 

MATTIA PRETI a cura di Erminia Corace,  Roma, 1989, pag. 99


Tradizionalmente identificato con Alessandro Sangiorgio, tra i martiri dell’Ordine, raffigurato lungo la zona sud, al di sotto della scena con il Battesimo di Cristo nella terza campata della chiesa di San Giovanni a La Valletta.

Anche qui la posa completamente rovesciata del busto della figura come quella all’inverso delle gambe sembrano smentire una elabora- zione preparatoria dello studio a vantaggio della tesi di una prima idea rispetto a successive definizioni preliminari alla versione dipinta. Ma caratteristica del metodo di lavoro dell’artista è anche quella di mutar in corso d’opera anche il definitivo studio; restano inconfondibili, oltre l’autografia, la consonante relazione con la figura poi dipinta come le caratteristiche di stile nella resa plastica della anatomia e nell’intenso gioco chiaroscurale. E’ lo stesso pittore ad esplicitare il concetto quando ricorda al suo protettore don Antonio Ruffo nel 1661 da Roma che «e ben vero che sempre quando si fa l’opera si va mutando e accresciendo qualche cosa secondo vengano li penzieri quando si sta facendo» (Spike 1998, pp. 133-134)

Rossana Muzii, Mattia PRETI tra Roma, Napoli e Malta, Electa Napoli, 1999, pag. 229 


Studio per la figura modificata poi nel dipinto, che si trova alla destra della finestra nella terza campata della volta di San Giovanni e La Valletta, sotto al Battesimo di Cristo.

Luigi Tassoni, MATTIA PRETI E IL SENSO DEL DISEGNO, Moretti & Vitali, Bergamo, 1990