| Titolo: San Giovanni Evangelista (di Gregorio) | |
| Anno: | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 97 x 74 | |
| Città: Dall’Apostolato di Nepi e Sutri Gregorio e Mattia) Sutri | |
| Collocazione: Episcopio |
Questa serie di Apostoli, o “Apostolado” [schede 641, 642, 643, 644, 645, 646, 659, 660, 661, 662, 663 n.d.r.], possono essere considerati tra le composizioni più originali del Gregorio Preti (1603 – 1672). L’artista, il fratello maggiore del più noto Mattia, si è dedicato a ritrarre la individualità di ognuno dei santi, sottolineando la loro semplicità e umanità. I tratti scavati, talvolta quasi rozzi, dei visi, sono illuminati dalla radente e e contrastata luce inventata da Caravaggio. Non è da sorprendersi se la tela del Cristo benedicente risulti relativamente meno riuscita: evidentemente Gregorio incontrò difficoltà conciliando la divinità di Cristo con l’umile naturalismo dello stile caravaggesco. D’altra parte, comunque, gli sfondi scuri ed opachi dei dipinti costituiscono un modo efficace (utilizzato dallo stesso Caravaggio) per dargli una qualità emblematica.
L’esistenza di quest’apostolado era sconosciuta fino alla riscoperta di Sivigliano Alloisi. L’attribuzione dello studioso a Mattia Preti era il meglio possibile nel 1987, vista l’allora inesistenza di documenti su Gregorio. Alloisi pubblicò solo nove dei ritratti degli apostoli, non includendo il Cristo benedicente. Due dipinti della serie sono andati dispersi, quelli rappresentanti San Tommaso e San Giacomo Minore.
Le rappresentazioni del salvatore e degli Apostoli sono da molto tempo incorporati nelle sculture murali delle chiese romane e dell’Est. L’ideo del soggetto come una serie di ritratti a busto era nuova agli inizi del diciassettesimo secolo e specialmente in Spagna, da dove proviene il nome apostolado. El Greco, Jusepe de Ribera e Diego Velasquez sono forse i pittori più famosi ad aver dipinto una di queste serie. Il soggetto è apprezzato dai caravaggisti come un’opportunità di ritrarre persone d’apparenza umile e spirituale. Mattia Preti dipinse molti ritratti di apostoli, ma probabilmente mai un completo apostolado.
Il tema simboleggia la chiesa cristiana nella forma più essenziale. Sei delle facce degli apostoli guardano a destra e gli altri sei a sinistra; il sito centrale era riservato al Cristo benedicente. Era un soggetto azzeccato per un prete d’importanza come Don Marcello Anania. Compatriota tavernese di Gregorio e Mattia Preti. Anania arrivò a Roma poco dopo il 1639 (s.v. N. Spike 2003). Ottenne la protezione di Donna Olimpia Maidalchini, cognata di papa Innocenzo X. Nel 1654 Anania fu nominato Vescovo di Nepi e Sutri. Benchè la cronologia dei dipinti di Gregorio Preti presenti molti problemi, il presente Apostolado ci permette di osservare la sua aderenza ad uno stile caravaggesco attraverso gli anni trenta, fino al, ed anche oltre, 1640.
John T. Spike
Il taglio della luce – il chiaroscuro nella pittura di Mattia e Gregorio Preti – Viterbo, 2004

