| Titolo: Fumatore orientale | |
| Anno: | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: | |
| Città: | |
| Collocazione: Collezione privata (Malta) |
[…]
Infine, non si può non accennare al dipinto raffigurante una Testa di turco, sulla cui provenienza i nuovi documenti rintracciati tacciono; se ne verrà confermata l’iconografia, per ora non certa a causa della genericità con cui il quadro è descritto negli inventari, potrebbe rappresentare la prima opera di Mattia con tale soggetto citata in incartamenti d’archivio coevi e costituire un supporto documentario a opere simili già note dei fratelli Preti, come il Tolomeo (scheda n. 452) o il Fumatore orientale (Malta, collezione privata), al quale di recente, per merito di Lattuada, se ne è aggiunta un’altra interessante versione.
In definitiva, gli inediti ritrovamenti di cui si è dato conto sinora riguardanti la raccolta Vallone insieme a quelli già editi in merito alla formazione della collezione della marchesa Angeletti, non hanno rappresentato soltanto un’occasione per chiarire strategie collezionistiche e restituire a capolavori del passato la loro storia, ma si sono rivelati strumenti utili ad indagare sia le modalità con cui Mattia e Gregorio Preti si relazionavano con i committenti e con il contesto culturale dell’epoca, sia soprattutto per tentare di ricostruire quel percorso cronologico ancora per molti versi sfuggente nella produzione dei due calabresi.
Infine, non si può non accennare al dipinto raffigurante una Testa di turco, sulla cui provenienza i nuovi documenti rintracciati tacciono; se ne verrà confermata l’iconografia, per ora non certa a causa della genericità con cui il quadro è descritto negli inventari, potrebbe rappresentare la prima opera di Mattia con tale soggetto citata in incartamenti d’archivio coevi e costituire un supporto documentario a opere simili già note dei fratelli Preti, come il Tolomeo (scheda n. 452) o il Fumatore orientale (Malta, collezione privata), al quale di recente, per merito di Lattuada, se ne è aggiunta un’altra interessante versione.
In definitiva, gli inediti ritrovamenti di cui si è dato conto sinora riguardanti la raccolta Vallone insieme a quelli già editi in merito alla formazione della collezione della marchesa Angeletti, non hanno rappresentato soltanto un’occasione per chiarire strategie collezionistiche e restituire a capolavori del passato la loro storia, ma si sono rivelati strumenti utili ad indagare sia le modalità con cui Mattia e Gregorio Preti si relazionavano con i committenti e con il contesto culturale dell’epoca, sia soprattutto per tentare di ricostruire quel percorso cronologico ancora per molti versi sfuggente nella produzione dei due calabresi.
Francesca Curti
In: Il Trionfo dei sensi – Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti – a cura di Yuri Primarosa, De Luca Editori d’Arte, Roma 2018, p. 93
In: Il Trionfo dei sensi – Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti – a cura di Yuri Primarosa, De Luca Editori d’Arte, Roma 2018, p. 93

