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Titolo: Madonna della Purità |
| Anno: 1635 circa | |
| Tecnica: Olio su tela | |
| Dimensioni: 248×196 | |
| Città: Taverna | |
| Collocazione: Chiesa di S. Domenico |
La Vergine col Bambino appare in alto, fra nuvole ed angeli, ai Santi Vescovi Nicola di Bari e Gennaro. IL Bambino, in piedi sul grembo materno, tocca il suo seno. Il latte della Madonna ne simbolizza la pietà e benedizione. San Nicola, inginocchiato a sinistra, guarda la Madonna ed il Bambino in adorazione. San Gennaro, a destra, mostra la miracolosa ampolla del suo sangue. La fonte per il titolo popolare di questo quadro, La Madonna della Purità, è sconosciuta.
De Dominici cita specificatamente il quadro, che prima era nella chiesa parrochiale di S. Nicola, com e prima opera mandata da Preti a Taverna. Como l’iscrizione sulla tela chiaramente stabilisce, il quadro fu commissionato da Giovanni Angelo Poerio e da sua moglie Lucrezia Teutonica come ringraziamento per la guarigione del loro figlio Gennaro da una malattia. San Gennaro, dal quale il bambino Poerio prende il nome, è raffigurato, con medesimo rilievo accanto al Santo titolare della chiesa.
[…]
Nell’opinione di chi scrive, la Madonna della Purità fu eseguita in collaborazione da Gregorio e Mattia Preti. Il contributo di Mattia fu limitato alla figura di San Nicola di Bari che risalta per la sua monumentalità e il chiaroscuro caravaggesco. Gregorio, il membro anziano della società in quel periodo, dipinse tutte le altre figure e fu presumibilmente responsabile per il loro assetto generale. In verità, la composizione invita al paragone in molti aspetti con la Madonna della Provvidenza in S. Domenico (Taverna), che probabilmente è stata eseguita da Gregorio soltanto, qualche anno prima. Gregorio tendeva a porre le sue figure in pose statiche e diritte, come il San Gennaro dimostra. Per contrasto, il volto e la mitria del vescovo San Nicola, fortemente in prospettiva, sono caratteristici della propensità di Mattia a creare un enfatico senso del volume. Tuttavia, questa osservazione trova conferma nelle recenti analisi radiografiche che rivelano come la figura di San Nicola sia stata dipinta sopra una diversa rappresentazione dello stesso santo. Gregorio, presumibilmente, permise al fratello Mattia di contribuire alla pala d’altare dopo che era stata finita.
De Dominici cita specificatamente il quadro, che prima era nella chiesa parrochiale di S. Nicola, com e prima opera mandata da Preti a Taverna. Como l’iscrizione sulla tela chiaramente stabilisce, il quadro fu commissionato da Giovanni Angelo Poerio e da sua moglie Lucrezia Teutonica come ringraziamento per la guarigione del loro figlio Gennaro da una malattia. San Gennaro, dal quale il bambino Poerio prende il nome, è raffigurato, con medesimo rilievo accanto al Santo titolare della chiesa.
[…]
Nell’opinione di chi scrive, la Madonna della Purità fu eseguita in collaborazione da Gregorio e Mattia Preti. Il contributo di Mattia fu limitato alla figura di San Nicola di Bari che risalta per la sua monumentalità e il chiaroscuro caravaggesco. Gregorio, il membro anziano della società in quel periodo, dipinse tutte le altre figure e fu presumibilmente responsabile per il loro assetto generale. In verità, la composizione invita al paragone in molti aspetti con la Madonna della Provvidenza in S. Domenico (Taverna), che probabilmente è stata eseguita da Gregorio soltanto, qualche anno prima. Gregorio tendeva a porre le sue figure in pose statiche e diritte, come il San Gennaro dimostra. Per contrasto, il volto e la mitria del vescovo San Nicola, fortemente in prospettiva, sono caratteristici della propensità di Mattia a creare un enfatico senso del volume. Tuttavia, questa osservazione trova conferma nelle recenti analisi radiografiche che rivelano come la figura di San Nicola sia stata dipinta sopra una diversa rappresentazione dello stesso santo. Gregorio, presumibilmente, permise al fratello Mattia di contribuire alla pala d’altare dopo che era stata finita.
John T. Spike
Mattia Preti: Catalogo ragionato dei dipinti – Firenze, 1999
Mattia Preti: Catalogo ragionato dei dipinti – Firenze, 1999

