502 – Boezio consolato dalla Filosofia

Titolo: Boezio consolato dalla Filosofia
Anno:  1680 circa 
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni: 185×254
Città:  La Valletta
Collocazione: Palazzo Magistrale
L’antico filosofo cristiano, Beozio (circa 482524), è ritratto sofferente sul letto della prigione, in attesa dell’esecuzione per mano di Todorico, l’ostrogoto. Sta ascoltando le parole di conforto della personificazione della Filosofia, la bella donna che indossa un delicato abito, stampato con le lettere greche  pi e theta, e lacerato da coloro che ne hanno sottratto dei brandelli qua e là. Essa regge uno scettro nella mano sinistra, mentre alla sua destra si vedono allontanarsi i piaceri sensuali.
In una lettera del 31 marzo 1992 Elizabeth McGrath identifica questa illustrazione di un passo all’inizio del Libro I della Consolazione della Filosofia di Boezio, uno dei più importanti testi filosofici del Medioevo. Sebbene questo soggetto senza precedenti potrebbe essere stato richiesto a Preti da un dotto committente, l’opera è indice della cultura propria dell’artista e potrebbe contenere persino un sottinteso autobiografico. Nel 1680, sua datazione approssimativa, Preti doveva essersi ormai rassegnato al fatto che si andava avvicinando il termine della sua vita, e che probabilmente non avrebbe mai più visto il suo paese natale.
Il dipinto è citato nell’inventario del 1713 di Fra Andrea di Giovanni, Cavaliere dell’Ordine, per cui si presume fosse stato eseguito, ma il luogo in cui si trovava rimase sconosciuto fino alla sua recente ricomparsa. La composizione era nota grazie ad una copia in una collezione privata a Malta. Boezio consolato dalla Filosofia è da tutti i punti di vista uno dei capolavori degli ultimi anni di Preti, e anzi di tutta la sua carriera. La tela è in buone condizioni, ma necessita di restauro.
John T. Spike
Mattia Preti: Catalogo ragionato dei dipinti – Firenze, 1999