494 – Rinaldo nel giardino di Armida

 

Titolo: Rinaldo nel giardino di Armida
Anno:  1635 circa
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:  100×120
Città: Roma – Villa Taverna
Collocazione: Ambasciata USA
Nel romanzo cavalleresco del Rinascimento Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso (Canto XVI, 34-40), l’eroe cristiano, Rinaldo, cade sotto l’influsso magico della bella incantatrice Armida. Mentre gli amanti indugiano nel giardino del palazzo di Armida, sono ansiosamente osservati dai fedeli soldati di Rinaldo, Carlo e Ubaldo, a malapena visibili nell’ombra dell’albero sulla sinistra. In conformità con i versi del Tasso, il seno di Armida è scoperto, e Rinaldo allunga la mano per toccarla mentre con l’altra offre delle rose, in riferimento al venerato consiglio ai giovani “Cogli la rosa dell’amore al mattino quando è bella”. Le belle sembianze di Rinaldo sono riflesse nello specchio tenuto da un putto. Nel testo del Tasso e nelle rappresentazioni di questo soggetto da parte di altri artisti, è invece Armida che usa lo specchio per la sua Toilette. Sembrerebba che Preti abbia fuso insieme questa scena con il momento seguente in cui Rinaldo vede il proprio riflesso nello specchio ed è liberato dalla magia di Armida.
Questo Rinaldo e Armida inedito, gentilmente portato alla mia attenzione da Karin Wolfe, è un’importante aggiunta al periodo romano giovanile di Preti della metà degli anni trenta, poichè conferma l’interesse del giovane artista per i soggetti romantici in un tempo in cui tentava di impiantare la propria carriera. Il dipinto è contemporaneo, o forse lo precede di un anno o due, del suo Erminia, Principessa di Antiochia a Philadelphia, altro episodio tratto dal capolavoro del Tasso.
John T. Spike
Mattia Preti: Catalogo ragionato dei dipinti – Firenze, 1999