430 – Disputa di Santa Caterina d’Alessandria con i filosofi

  Titolo: Disputa di Santa Caterina d’Alessandria con i filosofi
Anno:   1657 – 1659
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:  diametro 370
Città: Napoli
Collocazione:  Chiesa di S. Pietro a Maiella
Roberto Longhi, con entusiasmo particolare, chiamò l’opera a San Pietro a Maiella la controparte barocca alle Stanze di Raffaello. Le due volte mostrano due cicli che rappresentano le «Storie di San celestino» (nella navata) e le «Storie di Santa Caterina d’Alessandria» (nel transetto). Preti disegnò la decorazione dal sotto in su, secondo l’illusionismo pittorico, prendendo a modello le pitture del Veronese in San Sebastiano a Venezia. Precedentemente considerate come un salto in avanti nel suo sviluppo, riteniamo adesso che le tele di San Pietro a Maiella non furono altro che pubbliche dimostrazioni dell’audace stile decorativo e riccamente cromatico che egli aveva già espresso nei quadri privati, per esempio nel Ritorno del figliol prodigo (Museo di Capodimonte, Napoli) e nel Cristo e la Cananea (Stoccarda) per Maddaloni. E’ chiaro che catalizzatore per questo stile figurativo espressamente contorto, forzato e modulato, per non dire delle carnagioni livide, fu l’apprezzamento da Parte di Preti agli affreschi di grandi dimensioni che Giovanni Lanfranco aveva dipinto sulle volte e nelle cupole della Certosa di San Martino, Santi Apostoli, e nella cappella del Tesoro nel Duomo, tra il 1637 e il 1644. Secondo De Dominici persino l’antagonista Giordano difese il ciclo di San Pietro a Maiella contro le proteste dei conservatori che erano perplessi di fronte alla loro pittoricità senza precedenti, dicendo: «questi faranno scuola ai giovani artisti del futuro».
John T. Spike
MATTIA PRETI a cura di Erminia Corace – Roma, 1989