L’iconografia domenicana di questa pala d’altare indicherebbe la sua esecuzione per la cappella del convento di cui il Causa ne segnala la prima collocazione. Una compagnia di santi è inginocchiata in adorazione della Madonna in trono, che porta una corona di rose. Il Bambino consegna una rosa a santa Caterina da Siena che ha la testa incoronata di spine in riferimento all’episodio della sua vita in cui il Signore le apparve con due corone, una di rose e l’altra di spine, e lei scelse quest’ultima. Alle sue spalle è rappresentato San Domenico con due gigli in terra davanti a sè. San Tommaso d’Aquino si vede all’estrema sinistra con l’ostensorio, in riferimento alla sua dissertazione sul Corpus Domini. Il santo vescovo con il pastorale, dietro San Tommaso d’Aquino, probabilmente è Sant’Agostino, la cui regola monastica fu seguita dai Domenicani. San Carlo Borromeo è riconoscibile per i lineamenti noti e la mozzetta da cardinale, in primo piano sulla destra.
Un recente restauro ha notevolmente migliorato l’aspetto di questa pala d’altare che aveva subito danni e ridipinture nel passato. I colori sono tipici della metà degli anni settanta del Seicento, e altri punti di confronto con il Battesimo nel National Museum of Fine Arts a La Valletta, ed il Riposo nella Fuga a Sliema ne confermano la datazione a quegli anni.
Un recente restauro ha notevolmente migliorato l’aspetto di questa pala d’altare che aveva subito danni e ridipinture nel passato. I colori sono tipici della metà degli anni settanta del Seicento, e altri punti di confronto con il Battesimo nel National Museum of Fine Arts a La Valletta, ed il Riposo nella Fuga a Sliema ne confermano la datazione a quegli anni.
John T. Spike
Mattia Preti: Catalogo ragionato dei dipinti – Firenze, 1999
Mattia Preti: Catalogo ragionato dei dipinti – Firenze, 1999

